Reggio Emilia, studentesse di Ingegneria radunate per “She Kohler”
Quaranta ragazze arrivate da tutta Italia nella sede della ex Lombardini Motori dove la cosiddetta “diversità di pensiero” è considerata un valore assoluto
REGGIO EMILIA. Chi ha detto che la professione di ingegnere può essere appannaggio solo degli uomini? L’iniziativa organizzata giovedì dalla Kohler (ex Lombardini Motori) punta a sfatare questo luogo comune e ad aprire le porte della professione ingegneristica alle donne, in un’azienda nella quale la presenza maschile è dominante. Per questo, giovedì l’azienda ha organizzato l’iniziativa “She, Kohler” e ospitato una quarantina di studentesse di ingegneria provenienti da tutta Italia (in maggioranza dall’Emilia Romagna) che hanno potuto vivere un’intensa giornata di attività insieme alle project engineer e manager della Kohler, per confrontarsi con il mondo del lavoro, condividere esperienze e scoprire interessanti opportunità di carriera.
«C’è sempre più apertura e meno pregiudizio – spiega Claudia Tondelli, responsabile del personale dell’azienda – sul fatto che l’ingegnere meccanico possa essere donna anche se, quando facciamo le selezioni, non abbiamo quasi mai candidature femminili. Riteniamo che questa iniziativa sia un’occasione per farci conoscere dai giovani e dare l’opportunità alle ragazze di vedere che il nostro tipo di attività può essere adatto alle loro capacità, anche se si tratta di mettere le mani su un motore. Puntiamo ad avere nelle nostre short list almeno due rappresentanti del genere femminile».
«Oggi la percentuale femminile nelle facoltà di ingegneria – aggiunge Claudio Galli, direttore delle risorse umane – è di circa un terzo sul totale, e confidiamo che continui a crescere. Semplicemente perché in questo territorio le donne che non hanno competenze tecniche rappresentano occasioni perse. Questa è una provincia nella quale l’industria “pesa”, in termini di Pil, molto più che in altre zone d’Italia: più della metà di queste aziende sono meccaniche e meccatroniche, c’è un grande bisogno di ingegneri, e ce ne sarà sempre di più. Non possiamo permetterci di trascurare metà delle persone o di continuare con stereotipi vecchi come il mondo secondo i quali le donne possono fare solo le casalinghe o le insegnanti».
L’inclusione delle ingegnere nel mondo del lavoro non è soltanto un mero dato statistico da sfoggiare per dimostrare la parità dei sessi.
È un vero e proprio elemento strategico: la cosiddetta “diversità di pensiero” è infatti considerata decisiva perché offre maggiori opportunità di successo sul mercato. Un esempio? Il modo di esercitare la leadership da parte delle donne non contempla, come spesso accade per gli uomini, la “muscolarità”, bensì intelligenza, sensibilità, capacità di ascoltare, doti che in un ambiente a forte vocazione maschile possono rivelarsi risolutive.
Le studentesse che hanno partecipato a “She, Kohler” sono all’ultimo anno del corso di laurea, triennale o di specialistica, e rappresentano potenziali figure da inserire sia in pianta stabile che in stage: in particolare, l’azienda ricerca posizioni tecniche quali calibratori, test-engineers, progettisti meccanici e ispettori qualità. —
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