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Restaurato il monumento ai giovani caduti in guerra

ADR.AR.
Restaurato il monumento ai giovani caduti in guerra

A cento anni dalla fine  del Primo conflitto mondiale Luciano Ferrari ha pagato la risistemazione della targa «Doveroso nei loro confronti»

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SCANDIANO

Nuova vita per il monumento dedicato agli arcetani morti durante la Prima guerra mondiale.

In questi giorni è stato completato il restauro della lapide collocata all’ingresso delle scuole elementari di Arceto, vicino alla chiesa e al castello. Un’opera realizzata quasi un secolo fa, nel 1921, che porta incisi i nomi dei ventidue giovani arcetani caduti nei vari fronti del primo e sanguinosissimo conflitto mondiale. Dopo tanti anni, si era inevitabilmente logorata ed era diventato complesso anche leggere chiaramente le generalità dei cittadini indicati. Dopo il restauro, voluto e interamente finanziato dal punto di vista economico dall’arcetano Luciano Ferrari, la targa è tornata ad essere chiara e fruibile. Ferrari, nato e cresciuto in paese e da sempre molto legato al suo territorio, è una figura molto attiva ad Arceto: per decenni promotore del carnevale di Scandiano, è tuttora referente dell’associazione L’Arcobaleno, che nel corso dell’anno organizza gite e viaggi in Italia e all’estero, oltre a coordinare il lungo ciclo estivo di tombolate nei circoli della zona ceramiche.

Con il via libera dell’amministrazione comunale, Ferrari ha affidato l’incarico alla ditta reggiana specializzata Fabrika Restauri, e la settimana scorsa il monumento è stato risistemato nella sua sede storica, nell’area verde all’ingresso della scuola elementare di via Corrado. Un bel regalo, non il primo, di Ferrari al suo paese. «La Grande Guerra – dice – non è stata grande solo nel nome, ma soprattutto e drammaticamente nei numeri: quasi 10 milioni di soldati morirono sui campi di battaglia, e di questi 651 mila furono italiani. Tra questi c’erano 6.076 reggiani e 197 scandianesi e in più un impressionante numero di invalidi e mutilati», ricorda. La targa, sottolinea, da anni era «completamente illeggibile. Ora i nomi di questi giovani arcetani coinvolti dal tragico evento sono di nuovo leggibili. Un rispettoso e sensibile omaggio che vuole rinverdire un ricordo già espresso nel passato». —

ADR.AR.

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