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Spuntano manifesti sulla polemica dei gessi «Il sindaco? In letargo»

FABBRICOIl gruppo consiliare “Riviviamo Fabbrico” ha affisso in città un manifesto dal titolo “I dormiglioni in letargo assistito e la bomba biologica dei gessi contaminati”. «La vicenda degli odori...

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Il gruppo consiliare “Riviviamo Fabbrico” ha affisso in città un manifesto dal titolo “I dormiglioni in letargo assistito e la bomba biologica dei gessi contaminati”.

«La vicenda degli odori nauseabondi che dall’estate del 2014 puntualmente investono il territorio di Fabbrico – si legge nel manifesto – e salita alla ribalta nazionale grazie all’indagine di Rai 3 trasmessa l’8 ottobre scorso, ha una genesi talmente assurda che dimostra ancora una volta l’inadeguatezza di certi personaggi a ricoprire cariche, evidentemente smisurate per le loro capacità, che prevedono anche la responsabilità della salute pubblica».

È la risposta – lunga e dettagliata – a Maurizio Terzi, sindaco di Fabbrico, che un paio di giorni fa era intervenuto nel dibattito politico sui gessi di depurazione commentando: «Si è svegliato Giovanni Pedrazzini (capogruppo di “Riviviamo Fabbrico”, ndr)».

Al paese ma soprattutto al primo cittadino, che sulla Gazzetta rivendicava come i primi a evidenziare il problema dei gessi di depurazione fossero stati i sindaci, “Riviviamo Fabbrico” dice: «In data 2 luglio 2018, quindi dopoquattro anni di letargo che ha permesso lo spargimento incontrollato dei gessi su terreni agricoli anche adiacenti all’abitato urbano, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale invia al Comune di Fabbrico un’indagine allarmante, attiva il sequestro ordinato dal Gip e confermato il 29 giugno dal tribunale del Riesame dei capannoni dove sono immagazzinati quintali di gessi contaminati, chiede l’emissione immediata di un’ordinanza motivata per l’attivazione della procedura. L’ordinanza emessa dal Comune di Fabbrico il 4 luglio 2018 e subito impugnata al Tar, è stata facile preda della controparte per evidenti vizi di forma e di titolo: così il Tar ha accolto la “sospensiva” del ricorrente ridicolizzando il Comune di Fabbrico, che neppure si era fatto patrocinare da un legale».

E si legge ancora: «Vale la pena ricordare, altro fenomeno di letargia amministrativa, che alla proprietà dei capannoni viene trasmessa solo il 17 settembre 2017 la sospensione della segnalazione certificata di conformità edilizia e di agibilità. Ovvero: i capannoni dove è immagazzinata una bomba biologica non hanno mai ottenuto, dal 1999, la conformità edilizia e di agibilità». —

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