Convocato dalla Fiom al circolo Pigal un attivo dei delegati
REGGIO EMILIABocche cucite e spazio agli appelli dal basso. Sembra questa la strategia per ora seguita da ambo i vertici degli schieramenti, quello che sta con Guido Mora e quello che gli ha votato...
REGGIO EMILIA
Bocche cucite e spazio agli appelli dal basso. Sembra questa la strategia per ora seguita da ambo i vertici degli schieramenti, quello che sta con Guido Mora e quello che gli ha votato contro. Per fare chiarezza sulla due giorni del congresso reggiano che ha portato alla traumatica bocciatura della ricandidatura di Mora, le categorie si stanno attrezzando. La prima a partire è la Fiom, che convocherà un direttivo delegati metalmeccanici fissato per mercoledì al circolo Pigal. Le tute blu reggiane sono tutte con il segretario Mora, loro espressione e in un qual modo orgoglio, essendo Reggio Emilia una delle rarissime Camera del Lavoro a maggioranza Fiom. La tesi del “golpe” è un refrain tra i delegati della Fiom, che non intendono mollare il colpo. Mora aveva promesso che, se rieletto, sarebbe stato un paio di anni, di modo da centrare la pensione lasciando poi posto a qualcun altro, probabilmente della Fiom. Per gli oppositori questo non era stato un percorso condiviso se non con i giornali. Ma, ormai, siamo in una girandola di dichiarazioni e smentite.
Una situazione che riporta al 2015, quando la Cgil di Reggio Emilia si era spaccata rinunciando al governo unitario. Allora fu la nomina nella segreteria di Luca Marchesini - fedele alla mozione Fiom-Landini e sodale al segretario generale Guido Mora - che portò alla storica spaccatura decisa dalla minoranza vicina alla mozione del segretario nazionale Susanna Camusso. Luca Chiesi, vicino alla minoranza, si dimise. Da lì si rese evidente la frattura che poi sembrava essersi rimarginata. Reggio, prima di quello strappo, era una mosca bianca a livello nazionale con Brescia vista la coesistenza della mozione Fiom-Landini con quella dell'area Camusso. L’area Camusso, infatti, altrove governava in solitaria. Un patto unitario, quello reggiano, che segue una tradizione rispettata fin dal Dopoguerra. Ora quella tradizione è nuovamente saltata e per sanarla ci vorrà molto tempo ancora. —
E.L.T.
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