Evadono dalla loro roulotte per minacciare il testimone
In carcere tre membri della famiglia nomade Rossin, il padre e due dei suoi figli Erano ai domiciliari per un vasto giro di spaccio, presi durante un blitz all’alba
reggio emilia
Il padre e i suoi due figli, un maschio e una femmina, nonostante fossero ai domiciliari per droga all’interno della loro roulotte nel campo nomadi di via Antonio Da Genova, uscivano regolarmente come se niente fosse e, in una di queste occasioni, hanno addirittura minacciato di morte uno dei testimoni del processo a loro carico. Questo il quadro ricostruito dai carabinieri di Gattatico, che hanno quindi portato in carcere i tre: Roberto Rossin e i suoi due figli Danilo e Samira.
le indagini
Tutto è nato dalle nuove indagini che si sono sviluppate a carico dei diversi componenti di quella che dagli inquirenti viene considerata un’azienda dello spaccio di stupefacenti “a conduzione familiare”, residente in quel campo nomadi. Da luglio 2018, una serie di membri della famiglia Rossin era sottoposta a misure cautelari, ma i carabinieri hanno dimostrato come quantomeno tre di loro le violassero regolarmente.
in barba alla legge
I contatti con persone non autorizzate e, addirittura, le minacce di morte rivolte a uno dei testimoni del processo che li vede imputati perché si astenesse dalla deposizione in tribunale, sono i comportamenti posti alla base della richiesta di inasprimento della pena detentiva, avanzata dai carabinieri alla Procura reggiana. Che, ritenendone fondanti le motivazioni, ha chiesto e ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del padre e dei due figli.
il blitz
L’altra mattina quindi è stata eseguita la retata: alle prime ore dell’alba i carabinieri della stazione di Gattatico, insieme a diversi colleghi delle stazioni vicine e col supporto dei militari del V Reggimento “Emilia Romagna” e delle unità cinofile della polizia provinciale di Reggio Emilia, si sono presentati nel campo nomadi di via Da Genova, dando esecuzione al provvedimento restrittivo.
Nel corso delle attività culminate anche con nuove perquisizioni, i carabinieri hanno anche recuperato e sequestrato, vicino all’argine di un canale, 130 grammi di hascisc ed un bilancino di precisione. Un ritrovamento sul quale ora i carabinieri di Gattatico stanno indagando, per cercare di accertare la proprietà dello stupefacente. Per ora questa inchiesta, per il reato di detenzione ai fini dello spaccio, è a carico di ignoti.
la retata di luglio
È quindi il secondo blitz nel giro di pochi mesi che viene eseguito in quel campo nomadi. Il primo, avvenuto nel luglio di quest’anno, aveva permesso di recuperare 100 grammi di hascisc, circa 1.200 euro in contanti, 6 carnet di assegni provento di furto e 2 proiettili e aveva poi dato origine alle misure restrittive alle quali erano stati sottoposti Danilo Rossin, 20 anni, e i parenti di lui: il padre Roberto Rossin, 48 anni, il fratello di Danilo, Ronni Rossin, 27 anni, e la sorella Samira Rossin. Secondo l’accusa, il gruppo gestiva un’attività di spaccio a conduzione familiare da una decina d’anni.
Mentre la moglie e la madre del capofamiglia Roberto, la 56enne Susi Prina e la 77enne Giuseppina Costa, ritenute dai carabinieri le “cassiere”, hanno l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. —
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