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«Il Comune è stato tempestivo e ha agito rispettando la legge»

M.P.
«Il Comune è stato tempestivo e ha agito rispettando la legge»

Il sindaco Terzi replica all’opposizione dopo l’affissione dei manifesti sui gessi «La Procura deciderà se procedere per il trasporto e accumulo di quei materiali» 

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Quello dei gessi di defecazione, al centro di una inchiesta penale, a Fabbrico sta diventando sempre più tema di uno scontro politico – e non dimentichiamo che nel 2019 si torna a votare per le amministrative – tra opposizione e sindaco. Quest’ultimo è preso di mira da una serie di cartelloni firmati dal gruppo di minoranza “Riviviamo Fabbrico” (il capogruppo è Gianni Pedrazzini) che accusano Maurizio Terzi di «letargo» sulla vicenda. Nei giorni scorsi Terzi aveva affermato: «Toh! Senti chi parla! Si è svegliato Giovanni Pedrazzini» (vedi Gazzetta del 24 ottobre).

«OFFESE PErSONALI»

«Non vogliamo entrare nel merito delle offese personali rivolte agli amministratori, anche se queste la dicono lunga sul come, nel terzo millennio, alcune persone affrontano i temi, che ci ricordano in ogni situazione la loro lunga militanza politica, che parte da esperienze che si collocano a tempi antecedenti alla caduta del Muro di Berlino – si legge in una nota diffusa ieri da Terzi –. Notiamo un cambio di passo, che allo stesso momento risulta essere un cambio di stile, più consono ai tempi e ai modi dell’oggi».

NEL 2014

E spiega: «L’amministrazione affronta il tema degli odori dal suo insediamento. Nel 2014, si prese cura della salute dei cittadini chiedendo agli enti preposti di effettuare controlli. Dopo l’episodio, nessuno ha rilevato o rimarcato criticità. Nel luglio 2017 i sindaci segnalano la presenza di mezzi pesanti nelle zone di Rio Saliceto e Fabbrico; vengono predisposti i controlli e la polizia municipale effettua i controlli. Viene accertato il deposito dei materiali potenzialmente inquinanti nei capannoni delle campagne di via Righetta; a quel punto si muovono le forze dell’ordine. Il Comune effettua il sequestro degli immobili». «Per cui – sottolinea – i fatti risalgono al 2017 e non al 2018, come invece sostiene “Riviviamo Fabbrico”. Dal 2017 al 2018 sono successe diverse cose e sono stati affrontati diversi temi, il percorso legale è iniziato nel 2017. Ai consiglieri chiediamo maggior rispetto nei confronti di chi da sempre lavora, in collaborazione con gli amministratori, per la tutela della salute dei cittadini: Arpa, carabinieri della Forestale, Procura».

L’ORDINANZA
«Il Comune di Fabbrico è intervenuto in modo tempestivo – rincara Terzi – e dopo aver ricevuto la comunicazione da parte dei carabinieri della Forestale (2 luglio) ha emesso l’ordinanza. I consiglieri dovrebbero sapere che le ordinanze vengono emesse su riferimenti di legge. Nella giornata del 4 luglio viene emessa l’ordinanza numero 21 firmata, in assenza del sindaco, dal vicesindaco; le aziende oggetto dell’ordinanza hanno ricorso al Tar, in quanto ritengono che l’ordinanza non possa essere firmata dal vicesindaco: la legge prevede che, in assenza del sindaco, le ordinanze urgenti possano essere firmate dal vicesindaco, per cui il Comune di Fabbrico ha agito nel rispetto della legge».

IL RICORSO AL TAR

«Creare un legame tra il ricorso al Tar, il rigetto e la possibilità di spandere i gessi/fanghi, come evidenziato nel manifesto risulta essere non onesto, non tanto nei confronti dell’amministrazione ma nei confronti della verità. Nel giugno 2018 si è svolto in tribunale l’incidente probatorio, confronto che è risultato molto acceso; il confronto non è avvenuto sul comportamento tenuto dall’amministrazione di Fabbrico ma sui valori chimici contenuti nei materiali sequestrati. Nel frattempo sono continuati i controlli sui terreni oggetto degli spandimenti e su quelli dove non è avvenuto lo spargimento dei gessi, questo per verificare i valori chimici su terreni trattati in modo differenziato». «Sarà la Procura – conclude – a decidere se avviare il procedimento penale nei confronti di chi ha trasportato e accumulato questi materiali. L’attività del Comune è iniziata ben prima del servizio sulle reti televisive nazionali e continuerà per tutelare i cittadini, cosa che ha sempre svolto». —

M.P.

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