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L’assenza per malattia non ha più limiti alla Ardagh

L’assenza per malattia non ha più limiti alla Ardagh

Storico accordo sindacale nell’azienda di packaging Superata la normativa del lavoro che stabilisce il periodo di comporto 

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MONTECCHIO

Niente licenziamento in caso di prolungata malattia e stipendio al 100%.

L’accordo aziendale tra sindacati, lavoratori e proprietà, siglato alla Ardagh Metal packaging di Montecchio – primo caso in Italia – segna una svolta storica, che supera il cosidetto periodo di comporto, nel mondo del lavoro. A beneficiarne saranno i 300 lavoratori dipendenti della Ardagh.

Il sindacato – in questo caso fautore dell’accordo già definito “apripista” è la Cisl – esulta per lo storico risultato. Infatti la conservazione del posto di lavoro in caso di prolungata malattia non è un diritto, dato che i contratti di lavoro nazionali pongono un limite temporale e la riduzione dello stipendio.

«Ogni lavoratore – spiegano Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale e il segretario della stessa categoria Mario Olivito – in caso di malattia ha diritto di conservare il proprio posto di lavoro per un determinato periodo chiamato comporto che, come da contratto nazionale, è di 18 mesi nell’arco di tre anni lavorativi. Durante il comporto, il dipendente non potrà essere licenziato ma, se l’assenza si protrae oltre tale periodo, il datore può licenziare il lavoratore per giusta causa. Grazie alla trattativa tra i rappresentanti della Rsu aziendale, del sindacato e dei dirigenti, però, i dipendenti di Montecchio sono riusciti a congelare i limiti del comporto in caso di tutte le malattie previste dal contratto nazionale». E’ un successo per l’idea di “welfare aziendale” che hanno i sindacati.

«Un risultato unico – aggiunge Ciro Caruso, rappresentante rsu e dipendente di Ardagh Metal packaging – siamo riusciti a salvaguardare il posto di lavoro di coloro che si ammalano gravemente».

«Rilanciare la contrattazione a livello nazionale partendo dai buoni esempi sul territorio», dice pure William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale. Di modello apripista in tutti i settori lavorativi parla anche la segretaria generale della Cisl, Annanaria Furlan. —

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