Metti una sera nella “Piccola Ghiara” Tutto esaurito (ma mercoledì si fa il bis)
Alle 21 di domani e del 31 l’intervista in forma di narrazione dei tesori della chiesa di San Giovannino. Un evento imperdibile
LA SCOPERTA
STEFANO SCANSANI
È la sintesi di Reggio. Serrata, mangiata, nascosta dentro un palazzo, con una facciata che più che trionfare si mimetizza, la chiesa di San Giovanni Evangelista è un tesoro celato, una sorpresa irrisolta. E nemmeno promossa al rango che merita.
Domani e mercoledì sera (abbiamo organizzato il bis perché sono già andati esauriti i posti per la prima) la Gazzetta in collaborazione con la Confraternita dell’Immacolata Concezione e San Francesco d’Assisi fa assurgere San Giovannino (così è chiamata confidenzialmente) di cui è priore Ferdinando Manenti, a quello che è: la Piccola Ghiara, perché la chiesa è il compendio dell’arte nella fede reggiana e viceversa in uno scorrimento di architetture, sculture, pitture e ornati che datano dalla seconda metà del Quattrocento al Seicento.
Piccola Ghiara, perché ancor prima della monumentale basilica-santuario, la chiesetta di San Giovannino fu il sillabario d’ogni aggiornamento in pittura, un divenire, un capolavoro non programmato. Sarà monsignor Tiziano Ghirelli a raccontare la chiesa, il suo esterno e poi il suo interno. Lo storico dell’arte e direttore del Museo Diocesano illustrerà il tempio in modo inconsueto, in forma di intervista. Ghirelli risponderà alle mie domande (i giornalisti non la smettono mai), così da rendere attuale e vitale il patrimonio contenuto nell’edificio di piazzetta San Giovanni.
Tutto in piccolo: piazzetta, San Giovannino, le stesse dimensioni della chiesa. Eppure il monumento e i suoi contenuti sono grandi, segnano un’epoca.
Le due serate, oltre ad aprire questo scrigno, si pongono l’obiettivo della conoscenza, di conseguenza della consapevolezza del fatto che tutti siamo custodi e responsabili del patrimonio della nostra città, anche quello clandestino, antico, vecchio e nuovo.
Sono 120 i posti disponibili (per domani e mercoledì) e la partecipazione è vincolata alla registrazione che deve essere effettuata attraverso la nostra newsletter oppure chiamando il nostro centralino. Le informazioni sono condensate nella pagina a fronte.
L’appuntamento è alle 21 con qualsiasi tempo. Sottolineatura necessaria perché il tour comincerà proprio in piazzetta per la descrizione del prospetto cinquecentesco incompiuto, il cui restauro si è concluso recentemente fruendo anche del progetto comunale della riqualificazione delle facciate del centro storico.
La vista del prospetto in mattoni nudi non deve fare incorrere nell’equivoco che l’interno sia similare. E nemmeno l’incorporazione del volume del tempio dentro una “scatola” di palazzi eretti successivamente non deve trarre in inganno.
La chiesa di San Giovannino con facciata incompiuta all’interno è completa. Totale. Qui sta la bellezza e la sorpresa che riservano la costruzione è ciò che contiene, conserva, preserva e riserva. Le prime notizie sul tempio vengono fatte risalire al XII secolo, quindi addirittura alla stagione post matildica. Di quella prima fase probabilmente è rimasta solo l’area sulla quale è poi cresciuta la nuova struttura cinquecentesca. Il progetto dell’edificio che strutturalmente è arrivato sino a noi è di Girolamo Casotti, lo stesso architetto che firmò la Torre del Bordello, la rocca di Monte Zane e adeguò la Cittadella.
L’interno è una sorpresa, amplificata anche dall’esperienza dell’austerità e dalla misura sobria e anche scabra della facciata. Si tratta semplicemente di una straordinaria anticipazione dell’esperienza artistica della basilica della Ghiara. In conseguenza della cessione in uso perpetuo, nel 1896, ora la la chiesa è gestita dalla Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e San Francesco d’Assisi (la più antica confraternita di Reggio ancora esistente, fondata tra il 1255 e il 1261 e canonicamente eretta nel 1476). L’opportunità che la Gazzetta offre, grazie alla disponibilità della Confraternita e di monsignor Ghirelli, è davvero originale. Decisamente reggiana. —
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