Calano gli stranieri a Reggio Emilia e provincia. La causa? Diventano cittadini italiani
Secondo gli ultimi dati Istat sono 65.238 pari al 12,2% ma si deve prevalentemente a loro l’aumento degli abitanti
REGGIO EMILIA. La società multietnica è ormai una realtà consolidata nella nostra provincia, che è al quarto posto per la presenza di stranieri in Emilia Romagna, la regione che in Italia ne accoglie il maggior numero in rapporto al totale della popolazione. Il conteggio, effettuato sulla base dei dati Istat e della Statistica self-service della Regione, prende in considerazione i residenti regolarmente censiti, non i richiedenti asilo (più di mille nella sola città) nè quelli del tutto irregolari.
IL BILANCIO
Ne risulta che, su un totale di 535mila abitanti, gli stranieri sono 65.238, pari al 12,2%. Quote più elevate si riscontrano soltanto nelle province di Piacenza (14,4%) Parma (13,8%) e Modena (13%). Tirando le somme si constata un incremento impressionante. Nell'arco di un quindicennio la popolazione straniera è quasi triplicata. Se ne rileva un aumento del 173%.
Fra il 2003 e il 2018 è salita di oltre 41mila unità, contribuendo in misura preponderante alla crescita complessiva di 65mila residenti. Ciò significa che si deve soprattutto all'immigrazione il fatto che gli abitanti siano aumentati malgrado il crollo delle nascite. Osservando la realtà multinazionale di certi quartieri cittadini e di tanti paesi della Bassa si rimane però stupiti apprendendo che dal 2013, quando si era toccato il picco di 74.400 (13,8%), il numero degli stranieri residenti è calato di 8.900 unità, mentre nell’insieme dell'Emilia-Romagna, in particolare a Rimini e a Bologna, si riscontra una leggera crescita.
IL CALO
La diminuzione si spiega in minima parte con la crisi economica, che ha effettivamente spinto non pochi immigrati a trasferirsi in altri paesi europei o a fare ritorno in patria. Ha inciso molto di più la naturalizzazione dei primi arrivati, che la potevano chiedere avendo già trascorso in Italia almeno dieci anni di residenza legale, e dei ragazzi arrivati alla maggiore età. Fino al 2012, infatti, il numero dei naturalizzati si era aggirato intorno ai mille all'anno.
Nel 2013 è balzato a 3.013 ed ha continuato ad aumentare fino ai 4.491 del 2016. Soltanto l'anno scorso è sceso sensibilmente, calando fino a 3.076 nuove acquisizioni della cittadinanza italiana. Intanto il bilancio demografico continua a pendere nettamente a favore degli stranieri, che nel 2017 hanno avuto un saldo naturale positivo di 893 unità, risultante dalla differenza fra i nati ( 984) e i morti (91). Sono sempre più vuote, invece, le culle degli italiani, che hanno registrato appena 3.283 nascite contro 5.317 decessi, con un conseguente calo di 2.035 residenti.
L'anno scorso, peraltro, il numero degli stranieri è formalmente diminuito di 1.351 unità, dal momento che all'anagrafe ne sono stati iscritti 7.574 e cancellati 8.925. In realtà fra le cancellazioni sono comprese anche le 3.076 naturalizzazioni. In ogni caso la popolazione reggiana non ha cessato di aumentare grazie all'immigrazione da altre regioni e province, prevalentemente meridionali, in quanto le 8.794 cancellazioni di italiani sono state ampiamente compensate dalle 11.379 nuove iscrizioni, che determinano un saldo migratorio di +2.585 residenti.
DONNE E UOMINI
Fra gli stranieri la componente femminile è pari al 52,1%, mentre nell'insieme della regione arriva al 53,1%. Tale prevalenza è netta fra gli immigrati dell'Europa orientale, mentre le proporzioni si invertono fra i magrebini. L'età media (34,3 anni) è inferiore a quella degli italiani (45,2). —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
