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La storia del Foscato raccontata in un murales

Leonardo Grilli
La storia del Foscato raccontata in un murales

Reggio Emilia, inaugurata l’opera d’arte realizzata grazie al progetto “Laboratorio civico”. L’architetto Valli: «Richiama identità e vicende dei residenti nella zona»

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REGGIO EMILIA. I racconti degli storici residenti del quartiere, la memoria di chi quella zona la popola da decenni, l’identità di uno spicchio di città: tutto questo è stato racchiuso e rappresentato, in modo astratto, all’interno del murales inaugurato ieri pomeriggio al Foscato, nell’omonima via.

Questa “opera d’arte pubblica” è stata realizzata nell’ambito del progetto “Laboratorio civico al Foscato”, nato all’interno dell’accordo di cittadinanza Regina Pacis, Bell’Albero-Premuda, Orologio e Roncina. E si intitola, non a caso, “Storie dal Foscato”, un’opera che, come si addice alla street art, è nata dal basso e per il basso. Realizzata da ragazzi – con il fondamentale aiuto dell’artista reggiano Youness Nazli – è stata progettata nell’arco dei mesi scorsi interamente all’interno del quartiere.

L'ARCHITETTO. A spiegare le varie fasi della realizzazione del murales, culminata con l’inaugurazione di domenica, è l’architetto responsabile del percorso, Chiara Valli. «In una prima fase assieme agli architetti di quartiere (progetto Qua, ndr) abbiamo sentito diversi residenti storici del Foscato – spiega la Valli – e da loro ci siamo fatti raccontare le storie che meglio rappresentano la zona, la memoria del quartiere. Quindi i ragazzi delle scuole hanno iniziato dei laboratori di street art con Nazli, per imparare le basi del lavoro».

Quindi si è passati alla realizzazione vera e propria, che ha richiesto «circa una settimana, nell’arco della quale gli studenti hanno partecipato in varie fasi a seconda delle proprie capacità, mentre il tutto è poi stato completato da Youness».

UN PROGETTO PIU' AMPIO. Il murales al civico 15 è solo l’ultima di una serie di opere realizzate nel quartiere grazie al progetto “Laboratorio civico al Foscato”. Tutte assieme, complessivamente, sono state pensate per rispondere a uno scopo ben preciso: la valorizzazione e il rilancio del villaggio Foscato.

Il tutto attraverso un sistema integrato di azioni dal basso che consistono in pratiche spontanee di micro-rigenerazione urbana, da concentrare nel cuore del quartiere per rispondere alle principali difficoltà sociali e materiali dei residenti.

I PARTECIPANTI. Tutto questo non sarebbe possibile senza la partecipazione di una serie di attori, fra i quali i capofila sono il centro sociale Foscato, la cooperativa Centro sociale Papa Giovanni XXIII, Auser Reggio Emilia, Spi-Cgil e FederConsumatori Reggio Emilia. Ma contribuiscono, in modo tutt’altro che secondario, amche Net-Nuovi Educatori Territoriali, Acer Reggio Emilia, Onlus Perdiqua e associazione Querce Rosse.

ANZIANI E GIOVANI. Per promuovere le relazioni sociali tra le persone giovani e gli anziani del quartiere, la realizzazione di un murales in apparenza potrebbe non sembrare proprio la strategia giusta. In realtà, più che l’opera finale, è il percorso che porta ad essa a diventare importante: il dialogo fra gli studenti e i residenti storici, a prescindere dal colore della pelle o dal Paese di provenienza. —
 

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