Ritrova il bisnonno morto in guerra e gli rende onore con tutta la famiglia
Giuseppe Volta era originario di Novellara, morì nel 1918 Il pronipote Albano Dugoni ha trovato le spoglie a Vicenza
NOVELLARA
Si chiamava Giuseppe Volta e partì per la prima guerra mondiale durante la quale combatté fino a perdere la vita, esattamente il 28 ottobre del 1918, all’età di 29 anni.
Il suo pronipote Albano Dugoni, responsabile del personale alla Coop Bilanciai di Campogalliano, è riuscito a ritrovare le spoglie del bisnonno e a conoscere la data esatta e il luogo della scomparsa soltanto pochi mesi fa, a Vicenza.
Ieri, nel centenario esatto dalla morte in guerra di Giuseppe Volta, i suoi discendenti gli hanno reso omaggio: un mosaico di tante tessere la cui ultima generazione si compone di 12 elementi, dei quali il più giovane è Edoardo, nato nel 2009.
LE ORIGINI DELLA FAMIGLIA
La storia della famiglia di Giuseppe Volta si intreccia fra più città e province: il soldato nacque a Novellara, ma una parte della famiglia, in particolare alcuni nipoti, si trasferirono a Carpi per lavorare in alcune delle ditte più importanti del territorio, come la Magneti Marelli e il maglificio Stella.
Per unire passato e futuro, Albano Dugoni ha chiamato l’amico Giovanni Taurasi, storico carpigiano, per uno storytelling “domestico” sulla prima guerra mondiale.
«Tempo fa eravamo stati all’ossario di Redipuglia per cercare il bisnonno, ma non avevamo trovato nulla – esordisce Albano Dugoni poco prima dello storytelling nella sua villa alle porte di San Cesario, in provincia di Modena –. Mi ero confrontato con Marco, altro pronipote, ma la memoria di Giuseppe sembrava dissolta».
A POCHI GIORNI DALLA FINE
«Si sapeva che aveva tre figli – prosegue Albano Dugoni –. Mia nonna Anita, nata nel 1913; un’altra, Natalina, del 1914, e Lino, del 1918. Giuseppe tornò dalla guerra in occasione della nascita del figlio, poi ripartì». E morì in guerra, a pochissimi giorni dalla fine del primo conflitto mondiale.
«Ho fatto più ricerche – riprende Dugoni – e, dopo avere telefonato al ministero che raccoglie più testimonianze di quel periodo, questa estate ho scoperto che il bisnonno è morto a Vicenza il 28 ottobre del 1918. Così ho pensato di commemorare il bisnonno chiamando nipoti e pronipoti suoi discendenti». La storia di Giuseppe Volta sembra ripetersi quando la nonna di Albano si sposa con Guerrino Borciani, anch’egli di Novellara. Gli sposi si trasferiscono a Carpi, dove c’erano maggiori possibilità di lavoro, grazie alla Magneti Marelli.
L’AFRICA
«Poi mio nonno partì per l’Africa, dove rimase per più di 20 anni – prosegue Dugoni –. Mia nonna rimase da sola con due figlie, mia madre Francesca e mia zia Giuseppina. Entrambe trovarono impiego allo storico maglificio Stella: mia zia iniziò a lavorare al’età di undici anni, mia madre a tredici. Particolare curioso: tra poco verrà celebrato un altro centenario: la nuora di Giuseppe, moglie di Lino Volta, è nata il 26 novembre 1918 e compirà 100 anni».
Tutto questo mentre ci si avvicina al 4 novembre, centenario della fine della Grande Guerra.
«L’estate scorsa, con Giovanni, mentre eravamo in ferie ci siamo detti: perché non organizziamo qualcosa per fare capire il sacrificio dei miei bisnonni alle nuove generazioni?», conclude Albano Dugoni.
LO STORYTELLING
Così è nata l’idea di organizzare lo storytelling domestico che si è svolto ieri pomeriggio nell’abitazione di Dugoni in provincia di Modena.
«Abbiamo messo insieme più livelli, quello personale di Giuseppe Volta con la storia più grande, della guerra mondiale – aggiunge lo storico carpigiano Giovanni Taurasi –. Lo trasmettiamo con le immagini, con il racconto orale e con le lettere per rivivere cos’è accaduto cento anni fa. Per fare conoscere la storia di Giuseppe Volta e di tanti come lui che hanno sacrificato la vita per il Paese». —
SERENA ARBIZZI
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