«Casa di riposo, scelte errate Anni di attesa e tariffe alte»
L’attacco dell’ex sindaco Fausto Montipò: «Si pagheranno 3.500 euro al mese L’amministrazione comunale ha preso decisioni che peseranno sui cittadini»
CASALGRANDE
«Sulla casa di riposo per anziani comunale sono state fatte scelte, da parte dell’amministrazione, che comporteranno un aggravio di spese per i cittadini. I casalgrandesi se ne renderanno conto quando ne avranno bisogno per un loro caro e dovranno sborsare oltre 3mila euro al mese». Fausto Montipò, promotore di una lista civica che alle prossime elezioni sfiderà il sindaco Alberto Vaccari, in lizza per il secondo mandato, va all’attacco sulla vicenda Casa residenza anziani (Cra), la più importante opera pubblica degli ultimi anni, che ha comportato l’investimento di 5,5 milioni di euro.
Il Cra è la conseguenza di un’altra annosa querelle: quella del ricovero Mattioli Garavini, diventato Fondazione onlus estromettendo dalla gestione il Comune, che ha intentato una causa legale.
Da qui la decisione, presa nel 2008 dall’allora sindaco Andrea Rossi, di costruire ex novo una struttura per anziani di proprietà comunale, con un contributo regionale da 374mila euro. Il cantiere a Casalgrande Alto è partito solamente a fine 2017.
Un progetto altrettanto travagliato. In base al bando, chi vinceva l’appalto avrebbe dovuto costruire l’edificio Cra e pagare 5mila euro annui, sotto forma di affitto, per il diritto di superficie; in cambio il Comune si impegnava ad un contributo annuo di 135mila euro e ad affidare la gestione del Cra per 30 anni.
«Nel 2011-2012 si presentano al bando due cordate: un’Ati (composta da tre ditte, tra cui Coop Muratori Reggiolo) e una Rti (composta da Coopelios e Tecton) – ricostruisce Montipò –. I due contendenti fanno le loro offerte. Rti (Coopelios) offre, anziché 5mila euro, 5.500 e sul contributo annuo sconta 10mila euro (125mila euro anziché 135mila), convenzione di 26 anni e mezzo. Sulle tariffe Rti propone 100,77 euro al giorno per i pazienti non affetti da demenza, 117 euro al giorno per quelli con demenza: calcolando un mese da 30 giorni, nel primo caso il costo è di 3mila euro al mese, nel secondo 3.500. Ati invece offre 85 euro al giorno per entrambe le categorie, senza distinzioni: 2.550 euro al mese per paziente».
«Perché? Non lo so, visto che il criterio del bando avrebbe dovuto essere “l’offerta economicamente più vantaggiosa”. Io mi limito a valutare i numeri, e i numeri sono questi, dalla documentazione che è stata resa pubblica da chi ha fatto richiesta di accesso agli atti. Di certo non è stato fatto l’interesse dei cittadini di Casalgrande», tira le conclusioni l’ex sindaco Fausto Montipò.
Rti ha vinto di quattro punti. «Sul piano economico ad Ati la Commissione ha assegnato punteggio zero».
E Montipò non si ferma certo qui. «Siccome c’era il progetto esecutivo completo, da bando il vincitore non poteva rimaneggiare la struttura portante ma solo “razionalizzare l’interno della struttura”».
E prosegue: «Erano previsti 60 posti letto (50 pazienti e 10 affetti da demenza), più 15 posti per il centro diurno. Rti invece ha stravolto il progetto: ha ricavato 79 posti letto, perché i posti letto rendono, e ha alzato il tetto. A quel punto occorreva rifare il piano antisismico. Mi risulta che lo stesso Comune abbia presentato la richiesta di modifiche: 500mila euro in più. Inoltre in corsa la convenzione con il gestore Rti è stata allungata di 3 anni: ora siamo a 33 anni e 10 mesi».
La conclusione, secondo Montipò, è che «Rti avrebbe dovuto essere esclusa da subito, perché non si è attenuta alle direttive del bando».
Va ricordato che sul Cra il Movimento 5 Stelle ha presentato due ricorsi alla Corte dei Conti che, a distanza di due anni, si deve ancora pronunciare. —
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