Ha un malore sull’autobus Italo Salvata dall’autista che la rianima
Una viaggiatrice ha perso i sensi arrivata alla Mediopadana Decisivo l’intervento del conducente, volontario Croce Rossa
reggio emilia
Una passeggera che viaggiava sulla linea Italobus si è sentita male durante il viaggio ed è stata salvata dall’autista, che le ha praticato le manovre di rianimazione. «Un atto di umanità, ho fatto solo il mio dovere», spiega il conducente, Federico Dardanelli, 50enne dipendente della Trotta Bus Service Spa, una delle società partner di Italo che opera su tutto il territorio nazionale, compresa la tratta di collegamento tra la Mediopadana e la Lombardia.
L’episodio è accaduto martedì scorso, sulla linea che parte da Cremona, raccoglie i passeggeri facendo tappa a Parma Nord e Parma centro e infine a Reggio Emilia Mancasale. La tratta conta quattro corse, due al mattino e due al pomeriggio, con capolinea la stazione dell’Alta Velocità.
Sull’ultima corsa del pomeriggio viaggiava una signora di 46 anni, residente a Napoli, che si era recata all’ospedale Maggiore di Parma per sottoporsi alla radioterapia; era partita all’alba e contava di rientrare in giornata. All’arrivo a Reggio alle 17.14 però, mentre tutti i viaggiatori sono scesi, la donna è rimasta al suo posto. «La signora aveva perso conoscenza e respirava a fatica – racconta Dardanelli – essendo un volontario della Croce Rossa mi sono subito adoperato per tentare di rianimarla: aiutato da un altro collega, l’ho distesa e abbiamo seguito la procedura d’emergenza. In contemporanea abbiamo dato l’allerta alla centrale operativa del 118».
Quando sul posto è arrivata l’ambulanza la donna si era già ripresa; i sanitari le hanno consigliato il ricovero ma la 46enne, preoccupata di non riuscire a tornare a casa, ha firmato la delibera rifiutando il trasporto al pronto soccorso. A quel punto i sanitari hanno tenuto la paziente sulla barella in osservazione per mezz’ora. Lo svenimento era stato provocato dalla pesante terapia, una conseguenza rischiosa soprattutto perché l’ammalata viaggiava da sola.
A quell’ora ormai la 46enne aveva perso il treno ad Alta Velocità che portava a Napoli e nei suoi confronti è scattata la solidarietà degli autisti. «Siamo in 6 addetti su quella tratta, ci alterniamo sette giorni su sette. Avevamo finito il turno, così siamo rimasti a farle compagnia. La signora era preoccupata perché a Napoli l’aspettava la madre anziana e non voleva farla preoccupare – racconta Dardanelli – le abbiamo suggerito di chiamarla e di raccontare una piccola bugia: il treno era in ritardo, sarebbe arrivata il giorno seguente. Le abbiamo consigliato un hotel dove passare la notte e l’abbiamo accompagnata alla fermata del bus linea 3».
La signora ha espresso gratitudine per il supporto anche psicologico. «Ci ha ringraziato molto, è stata carina, voleva offrirci qualcosa al bar. È scoppiata in lacrime perché sta vivendo una situazione particolare. Purtroppo ne vediamo tante, di persone in difficoltà, sulla linea Cremona-Reggio Emilia dove negli ultimi anni si è assistito ad un aumento esponenziale di richiesta di collegamento con la Mediopadana».
Tutto è finito per il meglio, secondo l’autista, anche grazie alla formazione di chi ha il compito di guidare quegli autobus. «L’azienda ci fa seguire corsi di pronto soccorso, così come dobbiamo eseguire simulazioni anche sulla neve: il servizio dev’essere assicurato con qualsiasi condizione meteo e la sicurezza garantita». —
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