Sesena si chiama fuori «Resto alla Filcams nazionale»
Su Facebook un post del sindacalista reggiano «Ci vuole una prova alta di confederalità praticata e non solamente dichiarata»
REGGIO EMILIA
«Io sono componente della segreteria nazionale Filcams e fino alla mia naturale scadenza ho tutta l'intenzione di restare a fare il mio lavoro. Un lavoro che, tra le altre cose, ancora dopo anni, mi regala soddisfazioni, emozioni, e stimoli. Il mio percorso in questa splendida categoria non è terminato. Per come sono fatto, per il mio perfezionismo, fatico davvero a pensare esista la possibilità di non concluderlo». Si chiama fuori. Così Cristian Sesena, componente della segreteria nazionale Filcams, smentisce su Facebook le indiscrezioni che lo danno tra i “papabili” per guidare la Camera del Lavoro nel dopo-Mora. Il suo nome è apparso insieme a quello di Ivano Gualerzi, segretario nazionale Flai: due reggiani con un profilo di caratura nazionale, invocati sotto traccia da tempo da quanti si oppongono alla gestione dell’ormai ex segretario reggiano. Su Facebook, Sesena esclude ogni ipotesi di successione, non mancando di esprimere valutazioni sulla situazione reggiana e auspicando l’inizio di un confronto costruttivo. «Ritengo che in questa fase delicatissima tutto serva tranne che giocare al toto-nomi ed elaborare ipotesi fantasiose che ipotizzano soluzioni salvifiche che, a loro volta, fanno calare deus ex machina tanto autorevoli quanto facilmente strumentalizzabili, dato anche il contesto nazionale non proprio sereno – scrive Sesena – Da iscritto e dirigente Cgil ho seguito e seguo con apprensione e preoccupazione le vicende di quella che continuo a ritenere la “mia camera del lavoro”. Sono reggiano; in Cgil sono nato e mi sono formato come sindacalista. In via Roma operano ancora tanti compagni a cui mi legano affetto, stima e ricordi». Per il sindacalista, «quanto è successo merita attenzione e misura nelle valutazioni e tanta cura nell'evitare semplificazioni che invece di contribuire a distendere un quadro già di per se stesso tesissimo rischiano di fomentare un insopportabile clima di caccia alle streghe».
E ancora: «Le ragioni che hanno determinato questo tsunami sono stratificate, radicate e complesse; meritano analisi oneste e non gogne; critica e autocritica non possono non andare di pari passo. Si guardi avanti: 112mila iscritti sono una responsabilità che non aspetta. Sono un dovere cui non ci si può sottrarre. È già ora di costruire ponti, è il momento di parlarsi e capire certo perché si è arrivati fino a qui ma anche come assieme proseguire. Ci vuole una prova alta di confederalità praticata e non solamente dichiarata. Il gruppo dirigente deve essere messo nelle condizioni di costruire un consenso largo attorno ad una proposta che da loro stessi deve scaturire, proposta che prima di avere un nome e cognome deve rappresentare una modalità condivisa e partecipata di gestione delle mille quotidiane complessità che la Camera del Lavoro dovrà affrontare». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google