Spaccio, il marocchino in aula scarica le colpe sugli altri due indagati
Il 33enne Herrati: «Ho fatto solo da tramite per gli acquisti» Nega pure Fontanili: «Macché pusher, sono un assuntore»
CASTELNOVO MONTI
Sul triplice arresto antidroga dei carabinieri di San Polo – e che ha il nostro Appennino come epicentro – si è svolta ieri la seconda “puntata” in tribunale a Reggio Emilia.
DOPPIO INTERROGATORIO
È il momento degli interrogatori di garanzia, sulla scia dell’ordinanza emessa dal gip Luca Ramponi che, accogliendo le richieste del pm Valentina Salvi, ha messo agli arresti domiciliari il marocchino 33enne Zouhair Harrati (di Canossa) e il 27enne Daniel Fontanili (di Castelnovo Monti). In aula il nordafricano ha scaricato le responsabilità sugli altri due indagati, mentre Fontanili ha negato di essere uno spacciatore ma solo un consumatore di marijuana e saltuariamente di cocaina. Assistito dal legale Giuseppe Caldarola, il marocchino ha spiegato che, essendo un consumatore, comprava la marijuana da Daniel Fontanili e Jean Marc Crotti, descritti da Herrati come produttori di “maria” grazie alla coltivazione di piantine, ma anche organizzatori di rave party sull’Enza.
IL DITO PUNTATO
Dai due il nordafricano ammette di aver comprato la marijuana per un consumo di gruppo (con gli amici) facendo la “cresta” sui soldi che raccoglieva («Ma non mi sono certo arricchito»). Poi rincara la dose riferendosi a Fontanili, raccontando che il 27enne gli ha più volte chiesto d’accompagnarlo a Reggio Emilia a fare da garante («In quanto marocchino») per l’acquisto di cocaina, perché il pusher nordafricano della zona-stazione non l’avrebbe venduta ad un italiano per la paura che sia una trappola delle forze dell’ordine. Invece con la presenza di Harrati gli acquisti andavano a buon fine e il marocchino – a suo dire – poi veniva ricompensato da Fontanili con un po’ di “polvere bianca”.
CONSUMATORE DI DROGHE
Ben più neutre le dichiarazioni dell’operaio castelnovese 27enne – difeso dall’avvocato Davide Martinelli – che ha negato di essere un pusher, aggiungendo di non essersi reso conto di aver commesso un reato, perché lui la marijuana la dava solo agli amici stretti. Ha ammesso di essere un appassionato di rave party, ma li organizza con le regolari autorizzazioni. La cocaina? Solo per sporadici consumi.
T.S.
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