Bufera Cgil, c’è il sospetto che a silurare Mora siano stati gli anti-Landini
Continuano a volare gli stracci. E dopo la nota firmata da Gregorio Villirillo, segretario Fisac, e Vittorio Venezia, segretario Filctem, arriva subito una controreplica di due storici Rsu della Filctem: «Siamo decisamente nel campo della congiura interna»
REGGIO EMILIA. «Vorremmo capire quanto il problema abbia origini solo “locali”, come sembrerebbe sottintendere la lettera dei segretari, e quanto non rispecchi anche problematiche nazionali, in particolare sulla scelta del segretario nazionale Cgil, come potrebbe far pensare la presentazione dell’ordine del giorno di critica alla Camusso per la sua indicazione di Landini come candidato alla prossima segreteria Cgil, presentato all’ultimo direttivo nazionale Cgil, e poi ritirato, proprio dai segretari generali nazionali delle categorie più coinvolte nel “pasticciaccio” della Camera del lavoro di Reggio e dal segretario generale Cgil Emilia-Romagna».
Continuano a volare gli stracci. E dopo la nota firmata da Gregorio Villirillo, segretario Fisac, e Vittorio Venezia, segretario Filctem, arriva subito una controreplica. A firmarla Arno Sassi (Rsu Marina Rinaldi, direttivo Filctem-Cgil provinciale, Collegio di verifica Fllctem-Cgil nazionale) e Ivano Montanari (Rsu Coopbox, direttivo Filctem-Cgil provinciale, delegato Filctem al congresso Cgil provinciale): una nota nella quale i due sindacalisti – delegati di base iscritti da più di 20 anni – espongono una ricostruzione del siluramento di Mora opposta a quella del loro segretario provinciale. Tirando in ballo le dinamiche nazionali.
Il direttivo. È stata infatti convocata per domenica 11 la nuova riunione del comitato direttivo della Cgil nazionale, dopo che il direttivo di sabato è stato aggiornato. In quella sede Cammuso ha ribadito l’indicazione di Landini come suo successore e sono stati presentati due odg, uno ritirato e uno sospeso, con una parte del gruppo dirigente che chiede un percorso diverso in vista del congresso nazionale di gennaio.
Il no a Mora . Quanto a Reggio, Villirillo e Venezia sono gli unici usciti allo scoperto per spiegare le ragioni del voto contro Mora. Ma le loro ragioni non hanno convinto quanti spingevano per un nuovo mandato. A cominciare dai circa 80 firmatari di #Noninmionome”, un appello uscito dopo il siluramento, che ha raggiunto oltre 320 adesioni.
Fino a terminare con le posizioni di Sassi e Montanari: «La ricomposizione unitaria della Cgil reggiana è un esito da tutti auspicato, anche se di non facile realizzazione, visto quanto accaduto – scrivono – Altrettanto chiaro deve essere che tale processo è impossibile senza una discussione vera, che dovrà mettere in fila problemi, opzioni e diversi punti di vista e, non da ultimo, ricostruire il rispetto reciproco. La chiarezza è più importante della rapidità del processo».
Mora non sapeva. Per Sassi e Montanari è poco credibile l’ipotesi che Mora e i centri regolatori fossero informati della mancata riconferma. «Ci rifiutiamo di ritenerlo anche solo verosimile: vorrebbe dire che i primi hanno mancato al loro ruolo e il secondo sarebbe stato animato da volontà suicida che non gli abbiamo mai conosciuto».
Le contestazioni. I temi portati avanti rispecchiano argomenti già emersi in questi giorni, considerando la versione di Venezia e Villirillo non soddisfacente. «Quello che vorremmo mettere in chiaro non è certo un problema di regolarità formale del Congresso, ma un problema politico così evidente da pesare molto, moltissimo».
Per Sassi e Montanari, «o esiste una motivazione politica forte alla base di una scelta così radicale, oppure siamo di fronte a scelte interne ai rapporti tra funzionari che nulla hanno a che vedere col giudizio sul merito politico-sindacale». Di qui la necessità di avere «il coraggio delle proprie opinioni», anche di fronte a un sistema basato sul voto segreto. «La democrazia delegata non può essere interpretata come una delega in bianco, che salta a piedi pari il rapporto di mandato tra delegato e deleganti». Di conseguenza, «siamo decisamente nel campo della congiura tutta interna».
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