Impossibile, la sfida Manodori per rilanciare i quartieri
Parte una nuova Cooperativa di comunità per Santa Croce, Stazione e Mirabello Borghi: «Un progetto dalla forte vocazione alla solidarietà e alla coesione sociale»
REGGIO EMILIA
Capire le problematiche presenti in una città non è semplice, ma la Fondazione Manodori, nell’ambito del bando WelCom, assieme al Comune e altri 20 partner tra consorzi, cooperative e associazioni, ha voluto accettare la sfida, costruendo una Cooperativa di comunità. Si tratta di un progetto urbano, tra i primi ad essere stati realizzati in Italia, che riguarderà Santa Croce, zona Stazione e Mirabello.
Gli indicatori chiave, forniti dall’ultimo Rapporto sulla Coesione Sociale di Reggio Emilia, riguardano le relazioni, il grado di isolamento, il continuo ricambio demografico, degli insediamenti abitativi ed economici. La Cooperativa di comunità, che si chiamerà “Impossibile” proprio per delineare la complessità della sfida, si pone l’obiettivo di coinvolgere ampie fasce di residenti, di creare nuove occasioni di imprenditorialità e di crescita culturale.
«Reggio ha una forte vocazione alla solidarietà e alla coesione sociale — afferma Gianni Borghi, presidente della Manodori — Si tratta di trovare risposte innovative ai bisogni rilevanti. A due anni dall’inizio del bando WelCom siamo soddisfatti dei risultati che si stanno ottenendo e dell’ampia partecipazione». Pensiero condiviso anche dal sindaco, Luca Vecchi che dichiara: «Credo che questo nuovo interlocutore possa avere la fora e la capacità di mettere a sistema un vero e proprio “mondo” che guarda a queste aree come una chance di sviluppo, anziché come luoghi emarginati».
La Cooperativa si rivolge a tutta la comunità del territorio per raccogliere idee, proposte ed impegno civile. Tra le prime iniziative in campo vi sarà un “mercato internazionale di quartiere”, che metterà al centro la diversità etnica nella sperimentazione imprenditoriale solidale e auto-sostenibili, attraverso un servizio di consegna della spesa a domicilio per tutta la città. Per quanto concerne il versante educativo partiranno laboratori per i giovani della “Stazione Educativa” dell’oratorio Don Bosco e dello “Spazio Raga” di via Turri.
«L’innovazione e l’attualità di questo progetto incrociano competenze e strumenti della cooperazione di comunità con quelli della rigenerazione urbani — dice Matteo Caramaschi, presidente Confcooperative — La Cooperativa di comunità mette in gioco, su domande sociali e possibilità economiche inedite, un patrimonio culturale assolutamente presente nella storia e nelle esperienze attive della solidarietà reggiana che potremmo definire tutta di luogo».
Reggio Emilia si colloca all’avanguardia a livello nazionale sui temi delle cooperative di comunità, costituite da e con cittadini e associazioni dei diversi territori, come dimostrano due esperienze simili già attive sul nostro Appennino. «Con il progetto della cooperativa “Impossibile” — aggiunge Carlo Possa di Legacoop — si vuole reinventare una esperienza che ha radici reggiane profonde in un ambito del tutto nuovo, sia dal punto di vista territoriale che dei problemi sociali ed economici. Provare a sfidare l’impossibilità è della natura della cooperazione e quindi è possibile». Tradizione ed innovazione sembrano le due parole chiave, come testimonia il presidente della cooperativa Fulvio Bucci: «L’impresa che oggi prende forma è un punto di arrivo ma anche l’inizio di una nuova avventura». —
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