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«Reggio si gemelli con Riace e accolga Mimmo Lucano»

E.SPA.
«Reggio si gemelli con Riace e accolga Mimmo Lucano»

L’appello di Città Migrante e altre associazioni reggiane per il sindaco calabrese «Ha dimostrato all’Italia e all’Europa che i migranti rappresentano una risorsa»

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REGGIO EMILIA

«Noi chiediamo al Comune di Reggio Emilia, medaglia d’oro alla Resistenza, di gemellarsi con Riace e di riconoscere la cittadinanza onoraria a Domenico Lucano per aver portato avanti i valori dell’accoglienza e della solidarietà. Oggi, più che mai, ci vuole coraggio. Bisogna scegliere da che parte stare. L’accoglienza non è un reato, ma un dovere di civiltà». È l’appello lanciato da quindici associazioni reggiane, guidate da Città Migrante, a sostegno del sindaco di Riace, Domenico Lucano, finito il 2 ottobre scorso agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Xenia, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Lontano da casa

Il 16 ottobre scorso, il tribunale del Riesame ha revocato i domiciliari, sancendo per Lucano il divieto di dimora. Da quel giorno Lucano, considerato un simbolo dell’accoglienza e dell’ospitalità, ha lasciato la cittadina calabrese. E nei suoi confronti è scattata subito un’ondata di solidarietà, raccogliendo inviti e sostegno di amministrazioni e personaggi pubblici. «Con Lucano viene colpito un simbolo dell’accoglienza in un momento in cui la solidarietà verso i migranti è messa sotto accusa», affermano i promotori dell’appello.

L’EMILIA

Nei giorni scorsi, ad avviare un percorso di gemellaggio con Riace era stata Ferrara. Prima ancora era stato il consiglio comunale di Bologna ad esprimere «solidarietà e vicinanza» a Lucano. Adesso è la volta di Reggio, con la richiesta che parte da Città Migrante, l’associazione che il 13 ottobre ha organizzato “Nessuna persona è illegale”, il corteo che ha portato a manifestare contro il decreto Salvini centinaia di reggiani e migranti .

LA MOBILITAZIONE

«In molti territori si stanno promuovendo eventi, da manifestazioni ad azioni di solidarietà, da chi giorno dopo giorno lavora favorendo l’accoglienza e modalità di interazione fra “vecchi” e “nuovi” cittadini – affermano i promotori – Siamo consapevoli che questo decreto, come più volte abbiamo ribadito, produrrà conseguenze gravissime sulla vita dei migranti e allo stesso tempo nostri territori dove si propagherà un’irregolarità diffusa che produrrà persone relegate al lavoro nero, facili prede per la criminalità e la criminalità organizzata. In questo clima generale dove si fomenta l’odio e il razzismo, si criminalizza il migrante e chi è solidale: dalle Ong che salvano vite in mare all’esperienza esemplare di accoglienza di Riace e del suo sindaco oggi allontanato dal paese, vediamo anche una grande risposta di chi non è disposto ad accettare tutto questo. Per questo crediamo che anche nella nostra città si possa fare molto».

Il segnale

«Vogliamo dare un segnale chiaro a partire da quello che oggi rappresenta Riace e che cosa significa per tutte e tutti noi l’attacco a questa esperienza – concludono i promotori – Riace è stato rigenerato dall’accoglienza dei migranti, e il sindaco Domenico “Mimmo”Lucano ha mostrato all’Italia e all’Europa un modello diverso di gestione del “problema”, cioè come l’immigrazione può essere una risorsa e come insieme sia possibile costruire nuove prospettive». —

E.SPA.

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