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Rissa fra rumeni in stazione Via da Reggio tutti gli autori

AM.P.
Rissa fra rumeni in stazione Via da Reggio tutti gli autori

Allontanati i 7 rom che il 9 ottobre si erano affrontati a bastonate e coltellate Dietro al regolamento di conti la gestione del racket dei senzatetto in via Turri

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REGGIO EMILIA

Foglio di via dal Comune di Reggio Emilia, per la durata di tre anni, a tutti i sette rom che il 9 ottobre scorso si erano affrontati – a suon di bastoni, un coltello e perfino una stampella – davanti a decine di testimoni in piazzale Marconi. Una contesa legata al posto letto abusivo e alla “piazza” dell’accattonaggio, visto che i protagonisti di questa vicenda sono persone senzatetto che vivevano di elemosina e dormivano in stazione.

Adesso si è chiuso il cerchio grazie alla tenacia della polizia che, mediante i controlli dell’operazione “Setaccio”, ha rintracciato anche tre donne che dal 9 ottobre erano latitanti: i due nuclei familiari che hanno scatenato il Far West, dovranno andarsene dalla città.

LA RISSa

Quel giorno la violenza era scoppiata alle 19.30, un orario di punta per i pendolari. Molti reggiani allibiti avevano assistito al diverbio prima e alla lotta poi tra due fazioni, vicino al deposito delle biciclette. Alcuni passanti, allarmati dalle urla, si erano precipitati nell’ufficio della polizia ferroviaria per chiedere aiuto. L’agente Polfer accorso aveva chiesto rinforzi e aveva tentato di dividere gli antagonisti, ma questi ultimi erano già passati alle mani e si stavano picchiando usando bastoni e, nel caso di una donna, perfino la stampella come armi contundenti. Quando sul posto erano sopraggiunte due pattuglie delle Volanti, una della Mobile e una della Polfer, una fazione si era già dileguata lasciando sull’asfalto sanguinante il ferito più grave: Nicolae Bancu, 35enne, raggiunto da due fendenti alla schiena che avevano sfiorato i polmoni.

Sul posto erano state bloccate e arrestate per rissa aggravata tre persone: Emil Caldarar, il padre 47enne, Iova Caldarar, la madre 50enne e il figlio omonimo Emil Caldarar, 31enne. Quest’ultimo, indicato da Bancu prima che perdesse conoscenza come l’accoltellatore, è stato accusato anche di tentato omicidio. Altre tre donne imparentate con Bancu (di 47, 51 e 61 anni) erano state identificate in seguito e denunciate, sempre per rissa aggravata.

LE MISURE

Quattro giorni dopo la maxi rissa, il 13 ottobre, nei confronti di queste tre donne l’autorità giudiziaria ha emesso una misura cautelare consistente nell’obbligo di dimora e di firma quotidiana. Ma le tre si sono rese irreperibili e per rintracciarle la polizia ha dovuto predisporre controlli specifici, con agenti in borghese nel quartiere già oggetto di controlli straordinari.

Finalmente venerdì scorso le partecipanti alla maxirissa sono state individuate, nella zona dalla quale non si sono mai allontanate: una stava camminando sul primo marciapiede della stazione, l’altra nel sottopasso pedonale centrale e l’ultima, alle 21, nel piazzale est di via Turri.

Accompagnate nell’ufficio della Polfer, alle tre romene è stata consegnata la notifica dell’atto. Nel frattempo tutti i partecipanti alla rissa sono stati raggiunti dal provvedimento di allontanamento emesso dal questore Antonio Sbordone. —

AM.P.

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