Verdetto in una città blindata e in assetto anti-terrorismo
Sul posto carabinieri, poliziotti, agenti della Municipale e l’unità speciale Uopi Considerato l’afflusso di uditori, anche da fuori Reggio, si prevedono ingorghi
REGGIO EMILIA
Maxiprocesso Aemilia, è il giorno del giudizio. L’atteso verdetto arriverà in una città blindata – per l’occasione è scattato uno straordinario dispositivo di sicurezza che comprende le Uopi, unità speciali antiterrorismo, con il compito di scortare il pool di magistrati nel breve itinerario dalla questura al tribunale – e con il fiato sospeso per la storica sentenza del più grande procedimento giudiziario sulla ‘ndrangheta al nord, secondo il quadro accusatorio “gemmata” dalla cosca Grande Aracri di Cutro ma autonoma.
Autorità, amministratori, sindaci, associazioni, avvocati da ogni angolo d’Italia, familiari degli imputati ma anche semplici cittadini: è previsto un flusso massiccio verso l’aula bunker allestita nel cortile interno del tribunale. Gli ingressi, a causa dell’imbuto dei metal detector e delle perquisizioni, procederanno a rilento. Sul fronte sicurezza il piano straordinario è già scattato, con la polizia municipale impegnata nella rimozione delle vetture intorno al Palazzo di Giustizia di via Paterlini, che dev’essere sgombra; i residenti sono avvisati. Dal punto di vista della viabilità, dall’alba è facile prevedere un ingorgo dal casello dell’autostrada e dalla Mediopadana fino al tribunale, alle spalle della circonvallazione, passando per la zona del centro commerciale Ariosto.
Per definire gli ultimi dettagli del piano sicurezza, ieri pomeriggio in questura si è svolto un summit di coordinamento tra le forze dell’ordine che assicureranno la necessaria presenza di personale in divisa: sul campo i carabinieri (una trentina), altrettanti poliziotti, due pattuglie della polizia municipale. Motivi di segretezza impediscono di rivelare la dislocazione esatta degli agenti, ma ovviamente il presidio maggiore insisterà sul palazzone, in una sorta di “cordone” che ricalcherà quello predisposto alla prima udienza di Aemilia. Le speciali unità antiterrorismo Uopi sono presenti per la prima volta in città dal 16 ottobre scorso, quando la Corte si è ritirata in Camera di Consiglio; la loro presenza scadrà con la giornata odierna.
Si tratta di unità speciali istituite a livello nazionale nell’aprile 2015, dopo gli attentati di Parigi (Charlie Hebdo e Bataclan) per intervenire in situazioni ad alto rischio e prevenire o contenere atti di terrorismo. All’interno della polizia di Stato le Uopi, associate alla polizia di frontiera negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, fanno capo al Reparto Prevenzione Crimine; nella nostra regione le sedi distaccate sono Bologna, Ravenna e Modena.
Proprio da Modena provengono i sette agenti richiesti dal questore Antonio Sbordone per aumentare la sicurezza degli ultimi quindici giorni di isolamento forzato dei giudici in questura e dell’odierna lettura del dispositivo in tribunale, luoghi definiti “obiettivi sensibili”. I poliziotti Uopi, addestrati nella scuola di Spinaceto (vicino Roma) dove vengono formate le squadre d’assalto, sono preparati a fronteggiare una criminalità particolarmente aggressiva e possono contare su giubbotto antiproiettile, armi lunghe, veicolo blindato. La pattuglia Uopi, dopo aver scortato la corte, resterà a presidio del palazzo di giustizia.
Ben 195 udienze in due anni e mezzo, 148 imputati, 1.712 anni di carcere complessivi chiesti dai pm della Dda, una doppia sentenza a complicare il quadro (l’abbreviato scelto dai 34 imputati della sola associazione a delinquere di stampo mafioso; l’ordinario per chi ha svariati reati, con complicati conteggi separati per chi si ritrova in entrambi gli elenchi), una lettura del dispositivo che, se i giudici saranno puntuali, inizierà alle 9.30 e durerà ore. I numeri parlano da soli, ma non rendono appieno lo sforzo compiuto da due Procure (ha investigato la Dda, ma il collegio giudicante è tutto made in Reggio), polizia penitenziaria, ordine degli avvocati di Reggio con i penalisti al gran completo, giornalisti locali e nazionali. —
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