Gazzetta di Reggio

Reggio

SENTENZA AEMILIA

Editoriale - Corpi estranei e anticorpi (balle). Adesso tocca a noi

Stefano Scansani
Editoriale - Corpi estranei e anticorpi (balle). Adesso tocca a noi

L'editoriale del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, sulla storica sentenza di primo grado del processo Aemilia

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Non è finita qui. Il riferimento non è ai probabili ricorsi in appello e poi alla Cassazione, quindi al codice di procedura penale, ma al salvamento di Reggio Emilia. Cioè a quello che deve succedere fuori dall’aula di giustizia oggi, all’indomani di Aemilia.

Deve fare irruzione una presa di Coscienza: tocca a ogni cittadino, a qualsiasi istituzione, impegnarsi affinché la penetrazione mafiosa non si replichi in chissà quale reincarnazione. Affinché prima o poi non avvengano nuove retate e altri maxiprocessi salutati con il soprassalto e la sorpresa di chi non vuole stare nel Mondo di Fianco. Questo riferimento è allo sconquasso romano del Mondo di Mezzo.

Perché la mafia c’è, però non può allignare se l’intorno (il Mondo Nostro) la riconosce, la combatte, l’annienta. Il processo Aemilia ha “fotografato” fra il 23 marzo 2016 e ieri un fenomeno che era già storicizzato al momento delle inchieste partite nel 2010.

In questi anni quale metamorfosi hanno conosciuto la mafia e i mafiosi di quaggiù? Quali nuove aderenze, complicità, contiguità e silenzi potrebbero aver attecchito? Il processo Aemilia alla sua conclusione rappresenterà la realizzazione della Giustizia.

Quanto e come invece sarà edificata la Coscienza? Non quella che – s’è sentito dire e ripetere – permeava i reggiani, i quali essendo onesti e operosi non erano immunizzati dal virus mafioso. “Non avevamo gli anticorpi” perché i reggiani, appunto sono brava gente...

Eppure ‘ndrangheta e ‘ndrine sono arrivate, hanno preso residenza, hanno fatto affari (che di solito si fanno almeno in due) con una modalità moderna rispetto all’“epica” criminale della violenza e della sostituzione dell’ordine legale. La Coscienza è quella che in questi mesi (lunghissimi e complicati) hanno espresso i sindaci che hanno assistito alle udienze, le associazioni e i movimenti costantemente in prima linea, la politica che ha testimoniato una belligeranza totale nei confronti del fenomeno, anche il più esiguo.

E tutti quei giornalisti che insieme ai colleghi valorosi della Gazzetta (quasi 1.000 articoli in 2 anni e mezzo) non hanno perso un’udienza, un episodio e un’occhiata, hanno affidato le cronache alla storia di un combattimento e a un’urgenza: reggiani, aprite gli occhi.

La linea che separa gli anticorpi dal corpo estraneo è appunto qui: l’insufficienza dei primi prova a giustificare biologicamente che non era possibile intercettare la penetrazione mafiosa perché non si sapeva che cosa fosse; optando per il corpo estraneo c’è invece il rischio di cascare nel disinteresse e nell’apatia perché la mafia non ci riguarderebbe (o se ne ha una vile paura). Balle. Adesso tocca a noi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google