«Ribadiamo che a Bibbiano non gradiamo certe persone»
Una trentina di primi cittadini nell’aula bunker per la sentenza Manghi: «Pene proporzionate alla gravità dei fatti» Costa: «Proseguire la bonifica»
REGGIO EMILIA
Iniziative sulla legalità, fabbricati e immobili per scopi sociali, aiuti alle vittime. Sono queste le idee espresse dai sindaci per il riutilizzo delle somme riconosciute alle parte civili. Sono stati una trentina (su 42 Comuni) i sindaci reggiani con la fascia tricolore presenti alla lettura del dispositivo. Da fuori città è risaltato l’arrivo di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, l’unico partecipante dalle altre città emiliane coinvolte.
I REGGIANI
«Pene proporzionate alla gravità dei fatti», commenta Giammaria Manghi, sindaco di Poviglio e sottosegretario della Regione.
«Una sentenza all’altezza dell’accaduto e in linea con l’impianto accusatorio. Un apprezzamento all’enorme lavoro, serio e credibile, svolto da magistrati e forze dell’ordine, che sono riusciti a terminare un processo complesso in tempi ragionevoli».
Il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi ha sottolineato «lo sforzo e l’investimento fatto negli ultimi anni sul tema legalità. La sentenza è un’indicazione: dobbiamo continuare a innalzare la consapevolezza su certi temi. Sarebbe bello restituire le somme delle parti civili alla collettività investendo in iniziative sulla legalità».
«Era giusto essere in tribunale, ma sarà ancora più importante essere in campo domani e dopodomani per sradicare la criminalità dal territorio – ha dichiarato Andrea Costa, nella doppia veste di sindaco di Luzzara e segretario del Pd provinciale – Si deve continuare con la stessa intensità di questi anni l’opera di bonifica».
Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella: «Non è la fine, ma l’inizio di un nuovo percorso che vedrà le amministrazioni impegnate contro le infiltrazioni mafiose. Si è dimostrato che la ’ndrangheta c’era, ora occorre continuare».
Sollevato dopo la partecipazione a tantissime udienze Andrea Carletti da Bibbiano, feudo dei Sarcone: «Ogni volta che abbiamo letto Bibbiano associata a personaggi della ’ndrangheta, per il solo fatto di una residenza anagrafica, abbiamo accusato un durissimo colpo. Ribadiamo che certe persone non sono gradite».
PIZZAROTTI
Ha risaltato, fra i tanti, la presenza della “mosca bianca” Federico Pizzarotti: Parma figura nelle inchieste non solo per la posizione di confine con la Val d’Enza, ma anche per i tanti locali e ristoranti che facevano capo a Michele Bolognino, nonché per l’affare Sorbolo.
«Spiace che altri sindaci non siano presenti – ha detto Pizzarotti – Io mi sono sentito in dovere di partecipare perché Parma è parte civile. Sull’utilizzo delle provvisionali io sono per un uso sociale di terreni e fabbricati, mentre parte delle risorse economiche potrebbero essere destinate a associazioni come la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati». —
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