Sonia Masini laureata a 65 anni «Mancava la tesi, l’ho fatta»
L’ex presidente della Provincia è ora dottoressa in Sociologia: «Dopo il diploma sono dovuta andare a lavorare, poi la politica, ma gli studi volevo finirli»
REGGIO EMILIA
Una laurea a 65anni, perché non è mai troppo tardi. E perché «non si è ancora bolliti», è il commento tra l’ironico e il divertito, dell’ex presidente della Provincia Sonia Masini dopo aver conseguito nei giorni scorsi la laurea in Sociologia all’Università degli studi di Parma con una tesi sulle migrazioni. Un percorso lungo quello di Sonia Masini che dopo aver sostenuto tutti gli esami una quarantina di anni fa, ha lasciato quando mancava solo la tesi. Che è arrivata oggi dopo aver lasciato la guida della Provincia.
UN TRAGUARDO
Un traguardo che per l’ex presidente della Provincia è anche il modo per dimostrare che «è necessario sapersi reinventare ed è molto importante consegnare l’esperienza maturata nel lavoro all’Università o quell’esperienza muore». A sostenerla il marito e la figlia che, dice orgogliosa, «mi hanno vista felice nel potermi dedicare a quello che mi piace».
OLTRE LA TESI
Ma è un percorso che non si chiude con la tesi discussa con il professor Alessandro Boni. La tesi di 200 pagine molto apprezzata dalla commissione che le ha dato il massimo dei voti, avrà una propria vita. «Sono soddisfatta – aggiunge Sonia Masini – di aver concluso gli studi quando per anni ho lavorato e studiato contemporaneamente e con fatica. Dopo il diploma sono dovuta andare a lavorare, come tanti in quegli anni, e assieme a una ventina di colleghi ho iniziato come educatrice precaria in Provincia. Poi quando la Provincia mi ha assunta, mi sono licenziata. Una breve esperienza all’Udi, poi tre concorsi per diventare operatore culturale in montagna. Ho sempre studiato, ma nel frattempo sono divenuta sindaco di Ramiseto, mi sono sposata ed è nata mia figlia. Poi è arrivato l’impegno in Provincia e ho continuato a rinviare. Potrei dire che la politica mi ha rovinato, come in quegli anni è accaduto a tanti che hanno iniziato gli studi che non hanno completato. Ma mi sono sempre ripromessa che avrei dato la tesi».
Anche la scelta dell’argomento della tesi non è casuale. «È il frutto di una ricerca sulle migrazioni, un tema su cui ho lavorato molto quando ero in Provincia e oggi sono sconcertata da quanto sta accadendo». Poi continua: «Ho sempre corretto chi mi chiamava dottoressa, ma ho sempre pensato che uno non si deve mai scoraggiare e se ha una vocazione o delle passioni le deve realizzare. La mia esperienza insegna che ancora oggi i problemi per laurearsi esistono. Io l’ho pagata sulla mia pelle. Se essere poveri in città era un problema, esserlo a Fornolo di Ramiseto era ancora più dura. Per l’Università avrei dovuto trasferirmi a Parma e i miei genitori non potevano permetterselo. È necessario che le persone abbiano la possibilità di studiare... anche se credo che ci debba essere una selezione di merito perché non tutti debbono fare obbligatoriamente l’università». Sonia Masini non nasconde la soddisfazione di aver tenuto fede a un impegno con se stessa e conclude: «È importante che le persone continuino a studiare indipendentemente dall’età. È un’eccellente ginnastica mentale e un modo per reinventarsi. Di questa laurea non sapeva quasi nessuno, nemmeno i miei amici. Ma è stato un bel regalo». —
R.F.
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