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Tragedia di Cadè, i compagni di classe di Adriana ricordano la loro amica: «Vivrai nei ricordi di tutti noi»

Tragedia di Cadè, i compagni di classe di Adriana ricordano la loro amica: «Vivrai nei ricordi di tutti noi»

Le parole dei ragazzi della terza A di Noceto per la loro compagna amica deceduta dopo l'incidente a Cadè, ad appena 18 anni: «Non si può morire così»

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REGGIO EMILIA. I compagni di classe di Adriana Cires, la studentessa morta a 18 anni dopo un incidente stradale a Cadè, sulla via Emilia, hanno voluto ricordare la loro amica con una lettera, pubblicata ieri sulla Gazzetta di Parma.

«Cara Adriana – esordiscono i ragazzi – siamo la terza A di Noceto. Te la ricordi? Abbiamo condiviso solo due anni delle nostre vite con te, ma hai lasciato un segno. La morte apre un interrogativo cieco: mancano le parole, le risposte, i perché. A 18 anni non si può morire, non è giusto! Come noi, anche tu giovedì avresti dovuto avere un'interrogazione o un compito; chissà come ti eri impegnata a studiare minuziosamente i dettagli, solerte nello studio e incurante della fatica come ti ricordiamo. Come noi avrai avuto grandi aspettative per il futuro, tanti pensieri, tante speranze, tanta voglia di vivere e di cambiare il mondo, com’è giusto fare alla nostra età».

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Avrai salutato, prosegue la lettera, «la tua mamma e il tuo fratellino a cui eri molto legata o forse, come facciamo tutti, sarai sgattaiolata fuori casa per non svegliarli, perché erano solo le 6.45 del mattino. Ma poi è successo qualcosa che a 18 anni non è calcolabile, non rientra nei piani, non può essere accettato». L’incidente sulla via Emilia, un 27enne alla guida di furgoncino che non la vede, e la travolge.

«Tu Adri però – si legge ancora nella lettera – non ti devi preoccupare perché sei rimasta, hai lasciato un segno e la tua vita continuerà nel ricordo di chi ti ha voluto immensamente bene e di noi che ti abbiamo conosciuto anche solo per poco. Ormai sono passati quattro anni dalle scuole medie e ognuno ha intrapreso strade diverse; nel tuo ricordo ci siamo però ritrovati e tutti hanno scritto per te un pensiero».

I ragazzi proseguono quindi con un toccante elenco di questi ricordi: «Te ne vogliamo dire alcuni: “Sei nel sorriso e nella forza con cui emergevi nonostante la timidezza”, “Sei nell’aiuto silenzioso e vero che davi a chiunque ne avesse bisogno”, “Sei nella riservatezza che mettevi in ogni cosa e nei fatti con cui ti dimostravi esempio da seguire”, “Rimani generosa e gentile come la tua famiglia quando mi accoglieva”, “Amica mia, a volte piango e ripenso ai momenti passati insieme, ma poi vado avanti a combattere con il sorriso come mi hai insegnato a fare; ti cercherò e saprò di trovarti nel mio cuore”. Come vedi scriviamo a te che sei, perché siamo fatti per rimanere, per essere anche in modi sconosciuti e incomprensibili. Questo è il nostro modo per salutarti e ringraziarti. È una lettera semplice, scritta da ragazzi esattamente come te, che non avrebbero mai pensato di confrontarsi, ora, con una realtà così difficile. Con affetto».

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