Gazzetta di Reggio

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CONGRESSO DELLA CGIL 

«Il voto contro Mora? Non è da farabutti»

«Il voto contro Mora? Non è da farabutti»

Parlano tre delegate di Filctem e Funzione pubblica «Macché anti-Landiniani, il problema è tutto reggiano» 

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REGGIO EMILIA

Quanto accaduto al congresso provinciale della Cgil, con il “siluramento” dell’unico candidato Guido Mora, continua a fare discutere. Ad intervenire ora, ultime in ordine di tempo, sono tre iscritte alla Cgil delegate della Filctem e della funzione pubblica, componenti dell’assemblea generale eletta al congresso il 24 ottobre scorso. Si tratta di Paola Preziuso delegata delle Manifatture del Nord di San Maurizio (gruppo Max Mara), Cristina Prati delegata della Ceramica Arpa, Lara Prandi della Rsu Inail, che vogliono esprimere alcune considerazioni «su quello che è successo al Congresso e quanto in questi giorni leggiamo sulla stampa locale».

«Premesso – sottolineano – che non ci riteniamo né “farabutte”, termine oltraggioso usato nei nostri riguardi al termine del congresso, né tantomeno “disoneste ed irresponsabili” come qualcuno ha dichiarato sui giornali, vorremmo manifestare la nostra tristezza e amarezza su come viene trattato in questi giorni l’esito del congresso. Abbiamo sempre pensato che l’assemblea congressuale fosse un momento democratico in cui ognuno dei partecipanti potesse esprimere, attraverso il voto, la propria idea, ma dalle posizioni che alcuni hanno assunto non sembra così». «Nell’esprimere il nostro voto contrario alla proposta del segretario – continuano le delegate – abbiamo liberamente esercitato un nostro diritto. Diritto che ci viene rinfacciato accusandoci di complotti. Il voto espresso democraticamente nel congresso di Reggio Emilia, non ha niente a che vedere con la candidatura di Maurizio Landini a segretario della Cgil nazionale; chi parla di congiura interna, complotto degli “anti-Landiniani”, fa ancora una volta un grande e grave errore; si continua a non voler ascoltare, come successo in questi ultimi anni, i veri motivi che hanno portato alla rottura e che sono esclusivamente relativi alla situazione di Reggio». Per concludere con ottimismo. «Siamo fiduciose, e come noi tanti altri delegati, che l’eventuale elezione di Maurizio Landini a segretario generale possa rafforzare il senso di confederalità tenendo coesa ed unità una grande organizzazione complessa e articolata come la nostra Cgil.In tal senso non ci risulta che il gruppo dirigente di Reggio Emilia la pensi diversamente. Come iscritte alla Cgil siamo certe che il gruppo dirigente troverà una soluzione condivisa che riporti la Cgil reggiana ad essere veramente unitaria». —

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