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Reggio Emilia, la denuncia di Celeste: «Iren vuole che paghi 1.200 euro di Tari su una casa vuota da sei anni»

Ambra Prati
Reggio Emilia, la denuncia di Celeste: «Iren vuole che paghi 1.200 euro di Tari su una casa vuota da sei anni»

La protesta di Celeste Barbieri, 68enne residente a Fogliano. Quell’appartamento era abitato dalla suocera, deceduta nel 2012, ed è vuoto da allora ma adesso Iren vuole che paghi la Tari arretrata

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REGGIO EMILIA. «Dopo sei anni all’improvviso ho scoperto, tramite una lettera raccomandata di Iren, che devo pagare la Tari per un appartamento vuoto dal 2012, compreso il pregresso: un conto da 1.200 euro».

La protesta – «ma sono in tanti nella mia posizione, come ho scoperto facendo la fila agli sportelli di Iren e Comune» – arriva da Celeste Barbieri, un reggiano 68enne residente in via Beato Angelico a Fogliano. Un’abitazione singola divisa in un mini appartamento al pianterreno, dove risiedeva la suocera morta nel 2012, e un appartamento più ampio al primo piano, occupato da Celeste e dalla moglie.

«Dopo la scomparsa di mia suocera non abbiamo affittato, preferendo lasciare il mini appartamento (si tratta di 48 metri quadrati) sfitto. Quell’anno abbiamo esibito il certificato di decesso e ottenuto l’esonero dal pagamento della tariffa rifiuti per immobile non locato».

Tutto procede tranquillo, finché la settimana scorsa il 68enne non ha ricevuto una comunicazione su carta intestata Iren Ambiente, riscossione crediti “per conto del Comune di Reggio Emilia”. La lettera recita: «Fino al 31 dicembre 2012 la (sua) posizione contributiva era esente dal pagamento della tariffa rifiuti con la definizione “casa vuota”. Dall’1 gennaio 2013 i regolamenti Tares e Tari del Comune di Reggio Emilia non hanno più concesso tale agevolazione, quindi abbiamo provveduto a fatturare tutte le annualità pregresse come utenza domestica non residente», in pratica seconda casa. Con l’aggiunta che per utenze domestiche non residenti «il numero degli occupanti viene presunto in due unità».

Se ciò non corrisponde a verità tocca al cittadino provarlo: «Il numero degli occupanti può essere diversamente determinato a seguito di dichiarazioni probanti».

«Io e mia moglie risultiamo non residenti perché abitiamo sopra. Abbiamo saputo così che non solo ci hanno tolto l’esenzione, ma per di più dobbiamo pagare il pregresso per la Tari: il totale ammonta a 1.190,41 euro – si sfoga Barbieri – non ci hanno dato spiegazioni, nonostante mi sia recato sia in via Magellano sia nell’ufficio comunale, dove un’impiegata ha dichiarato che non c’è nulla da fare, si può solo rateizzare. Il regolamento è stato cambiato nel 2013: me lo dici nel 2018? L’appartamento è vuoto e i rifiuti valgono per due persone? Ma siamo impazziti?».

A forza di cercare informazioni, Barbieri ha poi scoperto che per essere in regola avrebbe dovuto staccare tutte le utenze. «Abbiamo tenuto attivi luce e gas (l’acqua proviene dal pozzo) per poter accendere il riscaldamento nei periodi più freddi ed evitare che le tubature gelino: ma il consumo è zero, si può verificare facilmente. E nessuno ci ha spiegato questo particolare all’epoca».

L’inghippo invece è proprio nel distacco delle utenze, come fa sapere il Comune di Reggio. «All’intestatario non basta comunicare che la persona è defunta e l’appartamento è vuoto: occorre staccare tutte le utenze per dimostrare che quell’immobile non è più in disponibilità, a quel punto il proprietario ha diritto a non versare la Tari. Se non si è compiuto quel passaggio, il tributo è dovuto».

Sul probabile difetto di comunicazione di chi riscuote la tariffa per conto del Comune, dal municipio sottolineano: «Il Comune approva i regolamenti, Iren li applica. Se c’è un problema nell’aspetto operativo ne risponde Iren».

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