Gazzetta di Reggio

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GLI UOMINI IN DIVISA  

Una doppia condanna all’ex poliziotto Cavedo

AM.P.
Una doppia condanna all’ex poliziotto Cavedo

Riconosciuta l’associazione mafiosa al 58enne piacentino  Pene più lievi anche per due ex carabinieri e un altro agente

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REGGIO EMILIA

Due carabinieri e due poliziotti: non mancano i rappresentanti (o meglio ex rappresentanti) delle forze dell’ordine, nel calderone dei condannati nella storica sentenza di Aemilia in primo grado a Reggio. Occorre sottolineare che la posizione dei quattro è più sfumata – uno solo su quattro è stato condannato anche per il reato associativo – rispetto a quella dei due poliziotti condannati dalla Cassazione, il reggiano Domenico Mesiano (costituitosi e detenuto alla Pulce) e il catanzarese Antonio Cianflone. Anche nei confronti delle ex divise la Corte ha usato la mano pesante: pene severe, contro le quali – affermano gli avvocati difensori – si batteranno in Appello.

I CARABINIERI

Facevano parte dell’Arma Mario Cannizzo, 60 anni, e Alessandro Lupezza, 48 anni. Cannizzo è stato condannato a 9 anni a fronte di una richiesta di 14 anni: imputato per concorso in estorsione e per simulazione di reato (una telefonata di minacce nei suoi confronti, secondo l’accusa architettata), l’ex vicebrigadiere, andato in congedo anticipato nel 1999 ed entrato in contatto con alcuni imputati di Aemilia per motivi di servizio, ha sempre negato gli addebiti e ritiene la sentenza “ingiusta”.

Alessandro Lupezza, 48 anni, ora in congedo e all’epoca dei fatti in servizio al comando di Reggio, per breve tempo ai domiciliari e attualmente libero, è stato condannato a 5 anni (la richiesta era 6 anni) per due capi d’imputazione: accesso abusivo al sistema informatico e rivelazione del segreto d’ufficio, per aver eseguito verifiche e indicato il proprietario di un’auto tramite la verifica della targa al Pra. Secondo l’accusa avrebbe passato le informazioni a Pasquale Brescia; secondo la tesi difensiva Lupezza, che aveva affidato il cavallo al maneggio di Brescia, avrebbe fatto un favore personale a un conoscente, in assenza della consapevolezza della portata ’ndranghetistica del personaggio.

I POLIZIOTTI

Solo l’ex poliziotto Maurizio Cavedo, 58enne di Castelvetro (Piacenza), è stato condannato anche per associazione a delinquere di stampo mafioso: in ordinario ha rimediato 8 anni e 1 mese, in abbreviato 10 anni, a fronte di richieste della Dda rispettivamente di 9 anni e 6 mesi più 12 anni. Proprio a causa del reato associativo Cavedo è l’unico chiamato, in abbreviato, al risarcimento danni in favore del ministero degli Interni costituitosi parte civile. Condannato a 9 anni (l’accusa ne aveva chiesti 17) Francesco Matacera, 49 anni, residente a Catanzaro e in servizio alla questura di Catanzaro, che lo ha sospeso. Matacera è finito nei guai per un accesso in banca dati e per aver accompagnato nei viaggi a Reggio (tramite i Vertinelli) il suo superiore Cianflone: da qui l’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa. «Non c’è neppure una telefonata con gli associati né contatti diretti – ha sostenuto il difensore, avvocato Teresa Matacera – Il mio assistito ha verificato determinate posizioni su preciso ordine del superiore, come ha annotato sul registro di servizio. Riteniamo di poter arrivare ad una assoluzione in secondo grado». —

AM.P.

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