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Maltratta la moglie per anni Va in carcere dopo la sentenza

Maltratta la moglie per anni Va in carcere dopo la sentenza

Un 50enne deve scontare un anno e 8 mesi di reclusione Ha minacciato e picchiato la donna sposata 23 anni fa fino al giorno della denuncia

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VAL D’ENZA

In carcere per maltrattamenti alla moglie. È il provvedimento eseguito nei confronti di un 50enne: l’epilogo di un iter giudiziario iniziato dopo le denunce a suo carico arrivate dalla moglie.

Sposata 23 anni prima, le carte dell’indagine raccontano di anni di maltrattamenti. Dopo l’ennesima lite furibonda nel corso della quale la donna era dovuta fuggire di casa con la figlia, era riuscita a vincere la paura e a denunciare l’uomo ai carabinieri della stazione di Bibbiano. I fatti risalgono allo scorso gennaio.

Quindi l’iter processuale a carico del 50enne ha fatto il suo corso ed è culminato il 7 giugno scorso con la condanna a 1 anno e 8 mesi, in rito abbreviato. La sentenza è diventata definitiva il 21 ottobre e nei giorni scorsi i carabinieri di Bibbiano hanno arrestando il 50enne, per l’esecuzione della pena.

È una vicenda lunga e dolorosa quella che ha condotto in carcere il 50enne. Colpevole anche di aver minacciato la moglie anche mentre era in caserma a Bibbiano: le telefonate erano state registrate e hanno costituito una delle prove principali a carico dell’uomo.

Quella che arriva dalla Val d’Enza non è che l’ennesima triste vicenda che vede un uomo colpevole di violenza nei confronti della donna che dice di amare. Secondo quanto riferito dalla moglie durante l’iter processuale, una situazione che si sarebbe aggravata a partire dal 2001, in seguito ad un grave lutto familiare: da allora gli episodi di violenza verso la donna – spintonata, gettata e terra o sbattuta contro i mobili per futili motivi – si erano intensificati. Fino ad arrivare a quei giorni di fine gennaio, quando l’uomo ha iniziato a rimproverare la moglie per lo scarso ordine e pulizia, a suo dire, della casa tanto da infilare in sacchi per l’immondizia i vestiti e i medicinali della moglie e della figlia e a gettarli dalla finestra mentre le due fuggivano di casa. Fino, anche, alle minacce di morte. —

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