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Reggio Emilia, il giudice scarcera il rapinatore di Halloween: è «autodisciplinato»

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, il giudice scarcera il rapinatore di Halloween: è «autodisciplinato»

Hanno rubato delle maschere di Halloween in un negozio di giocattoli, le hanno indossate e hanno rapinato e aggredito un reggiano che stava aspettando un taxi. Il tutto nel giro di un quarto d’ora. Ora uno ha l'obbligo di firma, l'altro i domiciliari: «è dotato di autodisciplina»

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REGGIO EMILIA. Hanno compiuto un furto (assieme ad altri due minorenni membri della stessa baby gang) in un negozio di giocattoli a San Maurizio, hanno indossato le maschere di Halloween appena rubate e hanno rapinato e aggredito un reggiano che stava aspettando un taxi. Il tutto nel giro di un quarto d’ora e, per loro stessa ammissione durante l’interrogatorio, completamente ubriachi.

Ma Oussama Chaalali e Abderrahman Zyadate, arrestati dalla polizia pochi minuti dopo la loro azione criminale, sono stati scarcerati. La decisione è arrivata dopo l’udienza di convalida presieduta dal gip Giovanni Ghini, la cui ordinanza è stata depositata ieri presso la cancelleria del Tribunale.

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Nel testo si legge come gli indagati «siano stati riconosciuti dal titolare del negozio di giocattoli e trovati in possesso di una maschera (Chaalali) e del resto della refurtiva (Zyadate)».

Riconoscimento confermato anche dal reggiano rapinato. Durante l’interrogatorio i due stranieri «hanno soltanto detto che erano troppo ubriachi per ricordare qualcosa, ma hanno ammesso di essere stati nel negozio».

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Il giudice Ghini prosegue spiegando come Zyadate abbia «un brutto precedente specifico e oscurissime fonti di reddito (farebbe il magazziniere in nero) e il pericolo di altre gravi aggressioni patrimoniali appare dunque non meno concreto che attuale, potendosi presentare l’occasione per delinquere, letteralmente, ad ogni angolo di strada». Secondo la polizia, inoltre, sempre Zyadate era un membro di quella babygang che, nei mesi scorsi, fra rapine e bullismo è stata il terrore di studenti e famiglie in zona Parco del Popolo.

Nonostante questo, tuttavia, per il gip Zyadate è dotato di autodisciplina. Un dato ricavato dal certificato del suo casellario giudiziario, infatti, «gioca a suo favore: ha scontato due anni e mezzo di arresti domiciliari. Se non fosse autodisciplina, e nel più alto grado, non sapremmo più a che cosa riferire il concetto». Anche in questo caso per il rapinatore sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Misura cautelare più lieve invece per Chaalali, che possiede un regolare lavoro ed è incensurato: «Un certo bisogno di difesa sociale – si legge nell’ordinanza – esiste ma, considerata anche la lezione che ha ricevuto con l’arresto e l’esperienza del carcere, l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia pare sufficiente». —


 

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