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Forza Italia citata in giudizio «Tessere mai consegnate»

Leonardo Grilli
Forza Italia citata in giudizio «Tessere mai consegnate»

L’ex consigliere comunale Nanetti ha ottenuto la restituzione della somma ma attacca il partito: «La situazione riguarda metà degli iscritti dell’Emilia»

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reggio emilia

In passato è stato scritto più volte, anche a Reggio Emilia, di partiti finiti nell’occhio del ciclone per aver depositato false iscrizioni di persone del tutto ignare o, persino, decedute da anni.

Ma è la prima volta, almeno in Italia, che viene invece denunciato il problema contrario: militanti o simpatizzanti che hanno versato la quota di iscrizione senza però mai ricevere a domicilio la relativa tessera.

A raccontare questo singolare caso è Andrea Nanetti, ex consigliere comunale Pdl di Correggio: «Ho dovuto citare in giudizio Forza Italia, per riavere indietro i soldi dell’iscrizione, mai recapitata, senza motivo. Peraltro ero già iscritto dal 2009, essendo stato consigliere comunale e fondatore del PdL a Correggio, ma nonostante questo e ripetute sollecitazioni via telefono ed email, con ricevuta di pagamento, nessun riscontro».



Una situazione che secondo Nanetti non si limita però al suo caso specifico: «Come a me, è capitato anche alla metà degli iscritti in Emilia, fra le duecento e le trecento persone, che pagarono la tessera per le annate 2014/15 e 2016/17 chi 30, chi anche 100 euro come sostenitore. Ma non è mai stata recapitata l’iscrizione, e sono venuti a chiedere spiegazioni a me».

L’ex consigliere prosegue spiegando che la stessa cosa è accaduta non solo a normali militanti ma anche ad altri politici locali, come Roberto Benatti, attuale capogruppo di Forza Italia a Carpi.

«Alcuni partiti regalarono la tessera anche a dei defunti per far numero – attacca ancora Nanetti – ma il contrario non era mai successo. Nel maggio 2016, il commissario provinciale di Forza Italia, Gianluca Nicolini, dichiarò addirittura pubblicamente che non figuravo tra gli iscritti, però i soldi con cui pagai la quota, quelli li avevano ricevuti. Ma proprio grazie all’intervento di Nicolini almeno io ho potuto fare facilmente un procedimento per riavere il dovuto, mentre ad altri ex iscritti il coordinamento regionale poteva “cavarsela” rispondendo solo che “c’era stato un disguido” ».



Il 24 ottobre del 2017, quindi, Nanetti, tramite il suo avvocato Ernesto D’Andrea, ha citato in giudizio il partito di fronte al giudice di pace, presentando come prove una serie di documenti: la domanda di adesione a FI e la ricevuta di pagamento di 30 euro, la sua protesta pubblica e la risposta del partito, un suo sollecito e diversi articoli comparsi sulle testate locali.

Le parti in causa sono poi giunte a un accordo e Nanetti ha infine ricevuto, a titolo risarcitorio, la somma di 107,95 euro.

«Forza Italia schierò ben tre avvocati – conclude l’ex consigliere comunale di Correggio – di cui 2 apposta da Roma, per affrontare l’udienza davanti al giudice di pace. Mi offrivano tessere gratis, ma io attualmente non aderisco ad alcun partito. E da Forza Italia sono uscito da 3 anni, perché politicamente Silvio Berlusconi ha tradito tutto e tutti». —



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