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lo strappo nel sindacato 

La Cgil tenta di ricucire dopo la bufera Nominata una reggente

E.L.T.
La Cgil tenta di ricucire dopo la bufera Nominata una reggente

Consultazioni avviate in seguito al siluramento di Mora  La gestione ordinaria è stata affidata a Ramona Campari

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REGGIO EMILIA

Dopo il clamoroso siluramento del segretario uscente, e unico candidato, Guido Mora, la Cgil di Reggio Emilia prova a ripartire. Avviando un «percorso di riflessione e confronto che proseguirà in tempi congrui con ulteriori passaggi di approfondimento». Lo dice una nota diffusa ieri, dopo una riunione fra le segreterie della Cgil nazionale e regionale, i componenti della segreteria uscente della Camera del Lavoro e i segretari delle categorie reggiane.

LA RIPARTENZA

Nel frattempo la gestione ordinaria della Camera del lavoro territoriale di Reggio Emilia è affidata (e garantita), secondo quanto prevede lo statuto della Cgil, alla presidente del congresso, Ramona Campari, figura vicina al segretario uscente Guido Mora, lei stessa già membro della precedente segreteria. Una continuità che garantisce il funzionamento di un organismo complesso come la Camera del Lavoro, che conta oltre 100mila tesserati a Reggio ed eroga migliaia di servizi ogni giorno tramite i suoi uffici.

LA FRATTURA

Proprio in queste ore sono state attivate le consultazioni da parte del nazionale e del regionale, con le quali saranno sentiti i delegati dell’assemblea della Cgil per tentare di trovare la quadra dopo la dolorosa frattura avvenuta un paio di settimane fa, quando la Cgil di Reggio Emilia, per la prima volta nella sua storia, è restata senza segretario al termine del congresso. Un colpo di scena che aveva sorpreso i delegati presenti al teatro Ariosto, in cui era in corso la due giorni per l’elezione.

A livello regionale, ad essere interessato in prima persona è anche il segretario Luigi Giove, impegnato anche come delegato nazionale nel comitato direttivo, il parlamentino della Cgil che dovrebbe dare il via libera a Maurizio Landini – trovando resistenze –, reggiano già capo della Fiom lanciato come segretario nazionale direttamente da Susanna Camusso. Piani diversi ma in una qualche maniera sovrapposti. Perché se molti dicono che la bocciatura – per soli 9 voti – di Mora a Reggio è una questione personale, è anche vero che è in corso un confronto politico interno che ha un riverbero anche a livello locale in vista del congresso. Mora è uomo Fiom, la cui ascesa è stata irrobustita grazie all’egida di Landini. L’assemblea generale eletta dal congresso reggiano, composta da 144 membri, aveva respinto la proposta avanzata dai centri regolatori. Adesso c’è la fase di confronto propedeutica alla riconvocazione dell’assemblea generale, senza ancora tempi certi. —

E.L.T.

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