la sentenza
Doppia condanna poi la reazione nell’aula-bunker
Alla lettura – mercoledì scorso – della storica sentenza sulla ’ndrangheta al nord la reazione più energica arriva dagli imputati Giuseppe e Vincenzo Iaquinta, padre e figlio. Per entrambi la Corte...
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Alla lettura – mercoledì scorso – della storica sentenza sulla ’ndrangheta al nord la reazione più energica arriva dagli imputati Giuseppe e Vincenzo Iaquinta, padre e figlio. Per entrambi la Corte usa la parola condanna. Il padre Giuseppe, imprenditore edile 61enne, si ritrova con 19 anni di reclusione per associazione mafiosa: una pena severa, oltretutto con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo. Due anni , invece, per il figlio Vincenzo – ex calciatore di fama – a cui viene tolta l’aggravante mafiosa per aver ceduto due pistole e dei proiettili al padre che non poteva invece tenerle.
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