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la parola ai clienti 

I miracolati del sequestro «Ero uscita da 5 minuti»

Ambra Prati
I miracolati del sequestro «Ero uscita da 5 minuti»

Una decina le persone presenti alle casse al momento dell’irruzione mentre il quartiere è rimasto letteralmente paralizzato per l’intera giornata  

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REGGIO EMILIA

C’era l’anziano che aveva appena ritirato la sua pensione, 1.400 euro, rimasti sul bancone senza essere presi da nessuno, quando l’intera clientela dell’ufficio postale di Pieve è stata sgomberata “causa rapina in corso”. Accanto a lui un giovane in giacca blu che avrebbe dovuto eseguire un’operazione postale. Erano più di una decina, ieri mattina, i clienti presenti all’interno della succursale numero 5, in attesa del loro turno: in fila molti pensionati a riscuotere l’accredito nei primi giorni del mese, ma anche donne e giovani, usciti increduli e frettolosamente, chi al cellulare per tranquillizzare i familiari e chi “schermato” dalle forze dell’ordine. Nel primo scorcio di lunedì mattina scandito dalla quotidianità e dalle commissioni abituali, i clienti delle Poste sono stati involontari spettatori del blitz di Francesco Amato.



Non sono mancati i miracolati, coloro che per un motivo del tutto casuale hanno evitato un brutto incontro. Come Angela Botta, 77 anni, pensionata residente a Pieve, rimasta ad assistere alle lunghe trattative. «Sono andata a ritirare mille euro e sono uscita alle 8.40, pochi minuti prima che quell’uomo facesse irruzione. Non ho notato nessun movimento sospetto: ora mi dico che è andata bene».

Tra coloro che l’hanno scampata anche Andrea Capelli, capogruppo Pd in consiglio comunale e tra i titolari della Capelli Service. «Avrei dovuto recarmi alla filiale per incassare un assegno postale. Avevo un appuntamento con un cliente per andare insieme: per fortuna il cliente non ha potuto per sopraggiunti impegni e abbiamo deciso di rimandare». Tanti i commercianti che, in mattinata, hanno preferito assistere agli eventi all’esterno delle Poste, anziché presidiare negozi deserti. «Vengo sempre in questa filiale, non posso crederci», commenta un artigiano. Numerosi anche gli operai in tuta blu che si sono ritrovati bloccati per aver lasciato l’auto al di là dello sbarramento delle forze dell’ordine. «Ho il furgone aziendale dall’altra parte, ho avvisato la ditta ma non posso più aspettare», commenta un operaio. Perfino il postino, sopraggiunto in motorino, ha fatto marcia indietro.



La chiusura della via Emilia, in quel tratto denominata via Fratelli Cervi, ha paralizzato il quartiere, tenuto in scacco dalle 10 fin oltre alle 18: in pratica l’intera giornata. Alla polizia municipale è stato affidato il compito di gestire la viabilità modificata e di dare indicazioni ai numerosi automobilisti che si sono ritrovati la via Emilia chiusa: coloro che provenivano da Parma sono stati deviati su via Cafiero, che si ricongiunge al centro commerciale Meridiana; chi proveniva dal centro è stato dirottato verso via dei Templari. La fine del transennamento, verso le 18, ha coinciso con l’uscita dai luoghi di lavoro dei reggiani e il risultato è stato un surplus di auto sulla parte terminale della tangenziale verso Parma, con lunghi incolonnamenti e traffico in tilt al termine di una giornata a dir poco rocambolesca. —





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