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I segreti del successo della negoziazione «Tempo e pazienza per farlo ragionare»

E.SPA.
I segreti del successo della negoziazione «Tempo e pazienza per farlo ragionare»

Il comandante provinciale: «Direi che è un bel lieto fine» Il generale Domizi: «Gli ostaggi hanno mostrato freddezza»

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REGGIO EMILIA

«Sono bastati il tempo e la pazienza. Semplicemente un’ostinata volontà di farlo riflettere sull’inutilità di un gesto del genere e di fargli prendere atto di quello che è stata una sentenza di primo grado da cui difendersi nelle sedi processuali». L’incubo è finito. Amato si è consegnato alle forze dell’ordine. E il colonnello Cristiano Desideri, comandante provinciale dei carabinieri, può finalmente illustrare le difficili negoziazioni che hanno portato alla liberazione degli ostaggi e all’arresto di Amato.

Il successo dell’Arma

Tutte le opzioni possibili erano state predisposte. Compreso il blitz dei reparti speciali. «Alla fine – afferma Desideri – Amato ha deciso di consegnarsi e soprattutto di liberare gli ostaggi, direi che è un bel lieto fine».

la negoziazione

Le trattative si sono svolte via telefono, condotte in un primo momento da due mediatori del comando di corso Cairoli, poi dal personale specializzato del Gis, il Gruppo Intervento Speciale arrivato da Livorno. «L’uomo richiamava l’attenzione su quella che era la sua condizione personale e soprattutto riteneva di essere stata vittima di un ingiusto processo – aggiunge il comandante – Queste le motivazioni sulle quali abbiamo cominciato a intavolare una negoziazione. Non ha minacciato di fare del male, ovviamente aveva un coltello, ma non lo ha mai utilizzato concretamente per fare del male agli ostaggi».

la calma

Proprio il comportamento degli ostaggi è stato fondamentale: «Sono stati molto sereni durante tutte le fasi, anche le più concitate e di maggior nervosismo. È stata veramente apprezzabile la collaborazione che ci hanno dato indirettamente, consentendo in questo modo di svolgere in maniera efficace l’azione di negoziazione».

IL GENERALE DOMIZI

Giudizio condiviso dal generale Claudio Domizi, comandante della legione carabinieri della Regione Emilia Romagna. «Abbiamo agito anche sui suoi asseriti sentimenti religiosi e su questo abbiamo fatto leva per convincerlo. Lo abbiamo indotto a pensare alle famiglie degli ostaggi facendogli presente che con questa iniziativa non avrebbe risolto i suoi problemi. Gli ostaggi sono stati bravi, hanno avuto la freddezza e la capacità di interpretare i nostri gesti e suggerimenti. Hanno saputo interpretare bene il loro ruolo, non si sono persi d’animo e ci hanno permesso di lavorare al meglio». —

E.SPA.

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