Gazzetta di Reggio

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Veronica Valcavi, 22 anni, figlia della direttrice della filiale di Pieve era per caso nell’ufficio postale perché doveva spedire un pacco 

«Se tornassi indietro resterei con mia madre»

AMBRA PRATI

LA TESTIMONIANZAAMBRA PRATI«Mia mamma è stata molto brava, ha tranquillizzato i presenti e le hanno fatto i complimenti per il sangue freddo dimostrato. Ora mi scusi, sono stremata». Veronica Valcavi,...

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LA TESTIMONIANZA

AMBRA PRATI

«Mia mamma è stata molto brava, ha tranquillizzato i presenti e le hanno fatto i complimenti per il sangue freddo dimostrato. Ora mi scusi, sono stremata». Veronica Valcavi, 22 anni, è figlia della direttrice della filiale di Pieve Emanuela Montanari: è stata la ragazza, per caso accanto alla madre al momento del blitz e uscita insieme ai clienti, a lanciare l’allarme al 112, per poi restare per ore, consolata dal fidanzato, in estenuante attesa per la sorte della madre. In pausa pranzo è arrivato il papà, marito della Montanari, al lavoro in un’azienda di vernici: un abbraccio forte tra i due, poi il dialogo fitto con i carabinieri. «Dovevo spedire un pacco, ne ho approfittato per salutare la mamma», ha raccontato la giovane, di professione consulente. Erano le 8.45 quando il rapinatore, a volto scoperto e con un coltello in mano, è entrato nell’ufficio, dove in quel momento c’erano più di una decina di cittadini in fila. Amato ha percorso i 5-6 metri della stanza che si sviluppa in lunghezza presentandosi come «quello condannato a 19 anni» (non ha pronunciato la parola Aemilia), poi si è diretto dritto nella stanza della direttrice, a fianco dei bagni, cogliendo di sorpresa insieme mamma e figlia. «Fate uscire tutti i clienti, altrimenti ammazzo qualcuno» è stato il suo biglietto da visita. «Quell’uomo in giacca nocciola pareva tranquillo. Ha detto di far uscire le persone, mentre i dipendenti dovevano restare. Io sono uscita subito dopo». L’attesa seguente è stata colma di apprensione per figlia e marito della direttrice, nonché per i familiari degli addetti. «Non è la prima volta che mia madre subisce una rapina. Circa cinque anni fa entrò un bandito con una pistola: il malvivente voleva i soldi e se ne andò quasi subito. Stavolta però è diverso». «Se tornassi indietro – aggiunge la ragazza – non uscirei, resterei con mia madre. Si vedeva che quell’uomo non era presente; sembrava una sceneggiata».

La direttrice ha avuto la prontezza di riflessi di schiacciare il pulsante di sicurezza situato sotto la scrivania. L’allerta è suonata nella direzione centrale di Poste, che ha inviato alla succursale numero 5 due dirigenti più il responsabile relazioni esterne. Dalle password attive nel sistema informatico interno si è stabilito numero e identità dei dipendenti. —



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