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La testimonianza 

«Tre ore di panico asserragliata dentro il mio negozio»

AM.P.

REGGIO EMILIA«Due ore chiusa a chiave dentro il negozio, senza sapere che fare. Per fortuna mio marito è venuto a prendermi: ero nel panico».Nadia Andreoli, responsabile del negozio di materassi...

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REGGIO EMILIA

«Due ore chiusa a chiave dentro il negozio, senza sapere che fare. Per fortuna mio marito è venuto a prendermi: ero nel panico».

Nadia Andreoli, responsabile del negozio di materassi Permaflex al civico 160/c di via Fratelli Cervi, è stata costretta come tanti altri negozianti ad asserragliarsi all’interno del punto vendita per ore.

«Ho visto un afflusso pazzesco di polizia e carabinieri e solo quando un militare è venuto a bussare alla porta, raccomandandomi di chiudermi dentro a chiave e di non muovermi, ho capito che doveva essere successo qualcosa di grave», racconta la negoziante allontanatasi con il marito verso le 11.30. «Devo sottolineare che le forze dell’ordine sono state più che tempestive e hanno svolto un lavoro egregio – aggiunge il marito Daniele Del Rio –. Ora andiamo a prendere i figli, tanto oggi non arriverà nessun acquirente».

In quel tratto di via Emilia diventato off limits e deserto, tante attività hanno preferito non aprire nel lunedì nero. Come Dea Sposi, il punto vendita di abiti da nozze e da cocktail al civico 160/d, nello stesso piazzale delle Poste e di Permaflex.

«Noi apriamo tardi, alle 10: quando abbiamo appreso cosa stava accadendo, abbiamo preferito non aprire i battenti», afferma la titolare.Sbarrata anche la pizzeria Magna Grecia, nonostante il giorno di chiusura sia il martedì. Gli unici bar rimasti aperti la pasticceria Quesquè, alla rotonda del gas metano, e il punto ristoro all’interno dell’hotel Haiti nell’area del distributore di servizio, mai preso d’assalto come ieri. —

AM.P.

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