«Azioni eclatanti per tentare di spostare l’attenzione»
Il sindacato lancia l’allarme sull’episodio di Pieve Interviene anche la Uil «Bisogna garantire sicurezza ai dipendenti delle Poste»
REGGIO EMILIA
«Dobbiamo chiederci se l’azione violenta all’ufficio postale di Pieve Modolena è davvero e solo il colpo di testa di un focoso membro della famiglia Amato turbato dalla sentenza o se si inserisce in un disegno più ampio di riposizionamento della ‘ndrangheta a Reggio Emilia e di risposta all’azione repressiva che ha portato alle sentenze di Aemilia». Così dalla Cgil commentano quanto avvenuto a Pieve, esprimendo solidarietà ai cinque ostaggi e un ringraziamento alle forze dell’ordine che li hanno liberati. Dal sindacato promettono di mantenere alta la soglia di guardia. «I tentativi di dipingere come abnormi queste sentenze, sproporzionate rispetto ai fatti accaduti, hanno caratterizzato l’ultima settimana - affermano dalla Cgil reggiana – Prima avvocati difensori che hanno parlato di processo mediatico imbastito dai pm e di inesperienza del collegio giudicante con pene esagerate; poi una puntata delle Iene Show con una lunga intervista al calciatore condannato Vincenzo Iaquinta, una sorta di “processo al processo”, conclusa col dubbio dei troppi anni di carcere in rapporto ai fatti accertati; infine, quest’irruzione di un latitante nell’ufficio postale con un coltello in mano, che minaccia una strage perché 19 anni di galera sarebbero esagerati per le sue colpe. Preoccupa la Cgil questo tentativo di spostare l’attenzione dal cuore del problema, che è l’accertata presenza e vitalità della ‘ndrangheta nei nostri territori, ora certificata anche dalle sentenze e dalla condanna passata in giudicato per gli uomini di vertice della cosca Grande Aracri/Sarcone». Sull’episodio di Pieve interviene anche la Uil, esprimendo solidarietà ai colleghi rimasti ostaggio di Amato: «Siamo sicuri che si faccia abbastanza per garantire la sicurezza e l’ incolumità? - affermano – Su queste domande dobbiamo impegnarci tutti per garantire le migliori risposte ed impedire che avvengano fatti come questi. Quanto ai colleghi la nostra organizzazione con le proprie strutture territoriali ha garantito vicinanza e attenzione per l’intera durata del misfatto, cosa che non è stata neanche presa in considerazione dai vertici provinciali aziendali, e questa attenzione la manterrà per fare in modo, che, aldilà degli obiettivi e dei profitti, sia data sempre la priorità alle persone e alla loro incolumità». —
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