Crac Artoni, il commissario tratta col miglior offerente
Alla gara hanno partecipato in sette, tra cui un fondo interessato agli immobili Intanto, per finalizzare l’accordo, prorogato il contratto d’affitto a Fercam
Il commissario straordinario e il ministero del Lavoro si sono presi un mese in più per valutare per trattare con chi vuole acquisire l’Artoni Trasporti. Sette realtà imprenditoriali e il primo ottobre sono state aperte le buste. «Il ministero del Lavoro doveva rendere noto il primo classificato entro la fine di ottobre - spiega Cristina Mameli della Fita Cgil -. Non si è ancora pronunciato ma crediamo che nei prossimi giorni arriverà questa importante comunicazione». Anche perché la graduatoria è già stata stilata. Il commissario straordinario Franco Maurizio Lagro ha infatti annunciato che «la scadenza del contratto d’affitto dei rami d’azienda alla società Fercam spa è stata prorogato sino al 30 novembre 2018» perché «le trattative con il primo soggetto della classifica provvisoria delle offerte vincolanti non si sono ancora concluse».
Il disciplinare di cessione consentiva agli offerenti di candidarsi per acquisire le 39 filiali del gruppo o per una parte. Sul piatto c’è anche il consistente patrimonio immobiliare.
Tra gli offerenti ci sarebbe anche Fercam, che attualmente gestisce 14 filiali, e un fondo americano molto attivo nel settore immobiliare italiano.
Tra le proposte più convicenti ci sarebbe quella di un pool d’imprese (e questo spiegherebbe perché i tempi per gli accertamenti si sono dilatati), che avrebbe avanzato un’offerta per tutto il gruppo Artoni.
Il sindacato naturalmente spera che l’acquirente sia interessato a tutto il perimetro aziendale e non solo ad alcuni pezzi.
Al momento nelle 14 filiali affittate dal gruppo altoatesino Fercam lavorano circa 130 persone. Una novantina di dipendenti sono in capo ad Artoni e sono in cassa integrazione.
«Nel 2014 quando è iniziata la crisi - dice Cristina Mameli - nel gruppo lavoravano più di 600 persone, 2300 nell’indotto. Quando nel 2017 per tre mesi i dipendenti non sono stati pagati, prima che l’azienda chiedesse l’amministrazione straordinaria, i lavoratori erano 530».
Il rosso collezionato in cinque anni da Artoni Trasporti, dal 2011 al 2015, è in totale di 150 milioni di euro.
Su 1.600 creditori 620 sono lavoratori o ex lavoratori. Di questi circa 150 sono reggiani, inseriti in un contesto aziendale che ha propaggini in tutta Italia.
Tra i grandi creditori ci sono l’Agenzia delle Entrate di Roma (300mila euro), piccoli enti come il Comune di San Giuliano Milanese, che chiede 125mila euro per il mancato pagamento di Tia, Tares, Tari e Icp. Ci sono anche aziende reggiane come Coopservice (100mila euro), o le grosse banche come Credit Agricole, che ha fatto istanza per quasi 10 milioni di euro, mentre Unicredit reclama 2,5 milioni. Altri 2,8 milioni di euro sono in capo all’Inps per mancato versamento di contributi. —
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