Il lento ritorno alla normalità dei negozi di via Fratelli Cervi
Il sospiro di sollievo dei commercianti della zona dopo le tensioni e i disagi «L’importante è che nessuno si sia fatto male»
REGGIO EMILIA.
«Ora è una giornata tranquilla. A differenza di lunedì: asserragliati qui dentro per otto ore. L’importante è che non si sia fatto male nessuno». Mauro Bonilauri, contitolare della tabaccheria alimentari Fratelli Bonilauri al civico 13, è tra i negozianti che lunedì sono stati costretti a chiudersi a chiave. «Abito qui dietro, non ho potuto nemmeno andare a casa. Mi sono rimaste due ceste di pane: le porterò al canile di Arceto». In questo tratto di via Fratelli Cervi, rimbalzato sulle tv nazionali, il quartiere ha tentato di tornare alla quotidianità. «Quello che mi ha impressionato è stato lo spiegamento di forze dell’ordine – commenta il fratello Maurizio Bonilauri – Gli uomini del Gis di Livorno hanno scelto il nostro cortile interno per cambiarsi: hanno messo di traverso il furgone, zeppo di armi da guerra che non avevo mai visto prima, e si sono accertati che le telecamere del cortile fossero spente». È rimasta aperta («ne abbiamo approfittato per restare nel retro a sbrigare pratiche amministrative») la Severi & Scorcioni, concessionaria Mazda di fronte alle Poste. «Una giornata di lavoro persa, zero clienti – commenta il dipendente Andrea Albunio – L’unico disagio è che abbiamo dovuto spostare le auto esposte all’esterno nell’eventualità che lo spiazzo servisse alle forze dell’ordine. Abbiamo chiuso alle 19, con un certo sollievo». Davanti all’hotel trattoria Haiti, nel pomeriggio di lunedì, è scoppiata la rabbia dei parenti di Amato, foriera di attimi ad alta tensione. «Ad un certo punto ho intimato ai presenti di stare calmi», dichiara il titolare Angelo Giancipoli. —
AM.P.
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