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La “bonifica bellica” verso la conclusione manca solo l’ingresso

La “bonifica bellica” verso la conclusione manca solo l’ingresso

REGGIO EMILIANel febbraio scorso le ruspe hanno iniziato a delineare i contorni dell’Arena Grandi Eventi. Il tutto sotto gli occhi attenti di alcuni tecnici specializzati nell’individuare ordigni...

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REGGIO EMILIA

Nel febbraio scorso le ruspe hanno iniziato a delineare i contorni dell’Arena Grandi Eventi. Il tutto sotto gli occhi attenti di alcuni tecnici specializzati nell’individuare ordigni bellici inesplosi. Esattamente com’è accaduto alle ex Reggiane, infatti, gli operatori della Gap Service di Padova hanno ricevuto l’incarico dal Comune per la bonifica bellica della zona oggetto dei lavori. Una precauzione necessaria perché, durante la Seconda Guerra Mondiale, il 7 e 8 gennaio 1944 l’attuale aeroporto fu vittima di bombardamenti e nei decenni scorsi sono stati diversi i ritrovamenti di ordigni di vario tipo.

Ma a che punto è la bonifica? Pare che sia completata al 95%. Se infatti l’area operativa è stata setacciata palmo a palmo compresa la zona sede della Scuola da paracadutisti, manca ora all’appello solo l’area non operativa, ovvero il vialone che porta al Campovolo.

«Abbiamo affrontato a suo tempo il problema delle bombe – ha spiegato all’inizio dei lavori l’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio, Alex Pratissoli – e la bonifica bellica è stata affidata a una società specializzata di Padova individuata dal Genio civile. Sono previsti due tipi di verifiche. La prima, già conclusa, prevede un controllo preliminare sull’area. Poi, durante l’esecuzione degli scavi, ci sarà sempre un responsabile della ditta che controllerà la presenza o meno degli ordigni e nel caso li bonificherà». Al momento il bilancio e di due bombe e 29 proiettili fatti brillare. —

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