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Arrestato il finto maresciallo che voleva truffare un’anziana

Le ha detto che la figlia aveva avuto un incidente e doveva pagare l’assicurazione Accusa di tentata estorsione. Su un foglio aveva i nomi delle successive vittime

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NOVELLARA

Una truffa articolata. Studiata a tavolino. E purtroppo nemmeno inedita, ma che stavolta non è andata a segno. Per l’impostore di turno, infatti, sono scattate le manette.

IL rAGGIRO

La vittima, manco a dirlo, è un’anziana. Uno dei bersagli preferiti per i truffatori di professione.

Martedì tutto è iniziato con una telefonata, verso le 10.15. A casa dell’anziana è squillato il telefono. Dall’altra parte della cornetta, la voce si è presentata come un maresciallo dei carabinieri: solo più tardi si scoprirà che era una bugia. Inizialmente, tutto sembra vero quando il finto militare, con voce impostata e tono convincente, spiega all’anziana che, purtroppo, la figlia è rimasta coinvolta in un grave incidente stradale. E il problema è che stava guidando senza assicurazione. Per questo, viene chiesto alla donna di pagare 3.800 euro a un avvocato che si sarebbe presentato a casa sua: un modo rapido per risolvere la situazione.

L’ARRESTO

Sembrava un piano perfetto, e ben collaudato, per il truffatore che l’ha rappresentato. Ma per lui, quando si è presentato a casa della 77enne di Novellara presa di mira, c’è stata una brutta sorpresa: ad aspettarlo, anziché una ingenua anziana pronta a finire in trappola, c’erano i carabinieri. Quelli veri. E per l’impostore sono scattate le manette: si tratta d un 25enne residente a Napoli, Gennaro Iovine, noto alle forze dell’ordine per reati analoghi. Ora è accusato di tentata estorsione

I carabinieri, che avevano adocchiato l’uomo in giro e quindi si erano insospettiti, hanno trovato in possesso del giovane un falso distintivo da guardia giurata e un foglio scritto a mano con gli indirizzi delle potenziali vittime: tra questi c’era anche quello dell’anziana dove è stato fermato. Ora le indagini proseguiranno. Ma l’episodio induce, nuovamente, a chiedere di alzare la guardia di fronte a telefonate di chi si spaccia per forze dell’ordine e chiede la consegna immediata di denaro. I carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia rilanciano la campagna di sensibilizzazione che ha per slogan “Non aprite quella porta”. L’invito è di diffidare degli sconosciuti e di chiamare il 112. —

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