Contro i ladri di biciclette telecamere e prevenzione
Ecco i consigli delle forze dell’ordine per contrastare un fenomeno sempre diffuso Poma, comandante della Municipale: «Denunciate sempre e fotografate le bici»
reggio emilia
Non c’è ronda poliziesca o telecamera che possa debellare il furto di biciclette, un reato diffusissimo, facilmente attuabile e quasi sempre impunito, che scoraggia tanti cittadini dall’usare il mezzo di trasporto più ecologico, economico e in molti casi più rapido. Le stesse autorità di pubblica sicurezza, prendendone atto, consigliano ai ciclisti di puntare molto sulla prevenzione personale attuando gli accorgimenti necessari per difendersi dai malandrini, che, per smerciare la refurtiva sistematicamente esportata nei paesi dell’Est, sono arrivati al punto di aprire in Ucraina un sito web intitolato “Bici rubate in Italia”.
I consigli contro i furti li ha illustrati Stefano Poma, comandante della polizia municipale, nel corso del convegno “Ladri di biciclette” organizzato dall’associazione Tuttinbici aderente alla Fiab, che s’è tenuto alla Polveriera. Si tratta delle misure repressive e delle buone pratiche previste nell’ambito di un progetto promosso insieme alla regione Emilia-Romagna. Tuttinbici vi prenderà parte diffondendo materiale informativo e convocando incontri formativi. Il Comune, tramite l’assessore Natalia Maramotti, ha annunciato che installerà nuove rastrelliere predisposte per potervi legare il telaio, impedendo così l’asportazione della bicicletta tramite il semplice svitaggio della ruota. La polizia municipale, intanto, sta creando una banca dati dei luoghi in cui si commettono più frequentemente i furti.
Perciò chi subisce un furto è invitato a segnalarlo all’indirizzo poliziamunicipale@comune.re.it indicando il modello, i dati tecnici e le caratteristiche della bici rubata. In tal modo si potrà creare una mappatura del fenomeno e concentrare le attività delle forze dell’ordine nelle aree a maggiore rischio. A tale scopo è stato creato nello scorso mese di marzo un nucleo specializzato antidegrado attualmente composto da sei persone, che arriveranno a otto.
Gli è affidato il compito di prevenire i furti delle bici e, in generale, le manifestazioni del degrado urbano. È una task force che opera in borghese ed ha già portato all’individuazione degli autori di quattro furti di bici, anche grazie al potenziamento della videosorveglianza cittadina e di telecamere sulle auto, tutti dispositivi finanziati dalla Regione nell’ambito dello stesso progetto.
«È importante – ha sottolineato Poma – denunciare sempre il furto della propria bici, anche se di scarso valore economico. Ed è molto importante anche fotografare sempre la propria bicicletta per poterne agevolare l’individuazione in caso di ritrovamento». Un altro mezzo di prevenzione è il Registro italiano bici, a cui aderiscono 55 comuni e che censisce seicentomila biciclette. L’amministratore delegato della ditta che lo cura ha esposto alcuni degli strumenti offerti per il contrasto del furto: marchiatura con sticker adesivi speciali (sistema base), marchiatura con micro-punzonatura a base chimica, bici-esca dotate di micro localizzatori satellitari, antifurti meccanici certificati e rastrelliere certificate. Al convegno sono intervenuti inoltre carabinieri, polizia, il dirigente alla Mobilità del Comune David Zilioli e la vicecomandante polizia municipale di Modena. —
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