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Il “baracchino” liberty cerca un nuovo padrone

Ambra Prati
Il “baracchino” liberty cerca un nuovo padrone

Le Ferrovie mettono in vendita l’ex bar della stazione, a rischio crollo per l’incuria La base d’asta è 110.000 euro. Il sindaco: «Immobile in un’area strategica»  

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Sant’Ilario

Ha rischiato di crollare per incuria, come altri manufatti di piccole stazioni di provincia, nonostante sia uno dei simboli e dei pochi edifici storici di Sant’Ilario. Ora il “baracchino” (“al barachin”, com’è storicamente chiamato), il chiosco fatiscente a fianco della stazione, è in vendita. Federservizi Spa, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce il patrimonio immobiliare lungo i binari, ha deciso finalmente di metterlo in vendita. Il prezzo d’asta per il bar-trattoria di inizio Novecento, con il tetto a punta che lo contraddistingue, è di 110mila euro. Le offerte vanno presentate entro il 17 dicembre.

Chiuso dal lontano 1999, il “baracchino” è una costruzione risalente ai primi del Novecento: una foto d’epoca lo ritrae nel 1911.

Prima trattoria per il personale ferroviario, poi bar per colazioni e spuntini a servizio dei pendolari, il destino del locale è andato di pari passo con il declino delle stazioni di provincia, che ora però stanno risorgendo.

Nel tempo il baracchino è stato oggetto di appelli, mozioni, cittadini che sui social si chiedevano perché non riutilizzarlo. «Il percorso per il recupero è partito nel 1999, ma è stato travagliato, tra vicissitudini e continui cambi societari: pure Federservizi cambierà assetto a breve – ha spiegato il sindaco Marcello Moretti –. Solo negli ultimi anni siamo riusciti ad avere interlocutori continuativi. Voglio ringraziare Maurizio Pagliara di Rfi, che da Bologna è venuto più volte a Sant’Ilario per fare i rilievi dell’edificio e definire le aree pertinenziali».

La stazione di Sant’Ilario, con i suoi 400 viaggiatori al giorno privi di un punto ristoro in zona, è tutt’ora coinvolta da un cantiere da 5 milioni di euro (finanziato da Ferrovie) che ne sta cambiando il volto. Senza contare il progetto dell’ex Europa, la fabbrica abbandonata destinataria di 2.8 milioni (di Regione e Provincia) per la nuova sede santilariese dell’istituto superiore Silvio D’Arzo. «Il baracchino si trova proprio in mezzo tra la stazione, dove i lavori finiranno a dicembre o gennaio 2019, e l’ex Europa, dove la scuola sorgerà entro il 2020 – prosegue Moretti –. Credo che sia molto appetibile, nella prospettiva dello sviluppo che nell’area avrà a breve». Il sindaco sottolinea che l’edificio non è tutelato dalla Sovrintendenza: l’acquirente potrebbe demolire e ricostruire ex novo, «anche se ci auguriamo che almeno la facciata venga conservata».

Questo è il primo bando: se l’asta andrà deserta, si ripeterà la gara con ribasso. «Anni fa ho raccolto delle manifestazioni d’interesse da parte di 4-5 esercenti del territorio: vedremo se si concretizzeranno», dice Moretti. —



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