Ai domiciliari il finto militare per la tentata truffa alla donna
Il napoletano di 25 anni arrestato dai carabinieri due giorni fa è comparso davanti al magistrato Ha fatto il nome del complice
NOVELLARA
Ha apertamente ammesso di essere un truffatore, “cantando” anche il nome del complice, ma ha negato con forza di aver mai minacciato di morte qualcuno a fini estorsivi. Ora Gennaro Iovine, napoletano di 25 anni arrestato due giorni fa per il raggiro a una 77enne di Novellara, ha ottenuto gli arresti domiciliari nella città di residenza.
La vicenda risale a martedì scorso quando la pensionata ha ricevuto la telefonata di uno sconosciuto: «Sua figlia ha fatto un incidente stradale, senza avere la copertura assicurativa», ha riferito il finto carabiniere dall’altro capo della cornetta. Poi ha aggiunto che, per risolvere con rapidità il guaio, servivano 3.800 euro da consegnare ad un avvocato che avrebbe suonato alla porta. Ma i veri carabinieri, allertati dalla donna, sono stati più veloci, e quando il finto legale è arrivato, è stato ammanettato con l’accusa di estorsione. Ieri, durante l’udienza di convalida, l’imputato ha risposto alle domande confessando di aver preso parte alla truffa organizzata con il compito di riscuotere il bottino. La telefonata, ha dichiarato Iovine, è stata fatta da un complice che si trovava a Napoli, del quale ha fornito il nome e l’indirizzo (ma non la data di nascita). Il pm Iacopo Berardi ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere. L’avvocato difensore Carmine Migale ha sostenuto la necessità di riqualificare il reato da estorsione alla più lieve truffa, e ha chiesto una misura meno afflittiva del carcere, facendo leva sul fatto che il 25enne è stato collaborativo e, nonostante le pregresse denunce sempre per truffa, sul suo capo non pendono sentenze passate in giudicato: tecnicamente è un incensurato. La decisione del gip Luca Ramponi, che ha parzialmente confermato l’impianto accusatorio, è arrivata nel pomeriggio: arresto convalidato, capo d’imputazione riqualificato in tentata truffa e concessione dei domiciliari. «A questo punto, vista l’ammissione di responsabilità, valuteremo un rito alternativo», ha preannunciato il legale del 25enne. —
AM.P.
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