Gazzetta di Reggio

Reggio

ALLE 18.30 IN GHIARA 

«Rebecca, una perdita incolmabile»

Luciano Salsi
«Rebecca, una perdita incolmabile»

Oggi la messa per gli sportivi reggiani defunti. Il papà della rugbista morta a 18 anni: «Era il mio orgoglio e vanto»

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REGGIO EMILIA

Il padre di Rebecca Braglia, la giovane rugbista morta lo scorso 2 maggio in seguito a uno scontro involontario sul campo di gioco, ha appreso soltanto ieri, leggendo la Gazzetta di Reggio, che questa sera alle 18.30 sua figlia sarà ricordata nella basilica della Ghiara durante la messa fatta celebrare ogni anno dalle unioni sportive Arbor e La Torre, insieme ai comitati provinciali di Coni e Csi, per commemorare gli sportivi reggiani defunti.

Giuliano Braglia vi parteciperà insieme alla moglie Marina e all’altro figlio, Federico, laureato in ingegneria meccatronica. Le tantissime manifestazioni di condoglianza e solidarietà ricevute in questi mesi non bastano a placare il dolore per una perdita così lacerante.

Il genitore, però, continua a trovare conforto nella fede. «Questa figlia – dice – era il mio orgoglio e vanto. Era una persona eccezionale, che univa alla passione sportiva l’impegno nel volontariato e una grande predisposizione per l’arte. La sua perdita è incolmabile, ma io sono molto religioso e sento Rebecca come una presenza costante. Come assicuratore ho visto tanti giovani perdere la vita per incidenti strani e assurdi. La fede mi dà un sostegno notevole. Prego tutte le domeniche nella mia chiesa parrocchiale dei santi Giacomo e Filippo e qualche volta, al sabato, nella basilica della Ghiara. Anche Rebecca frequentava assiduamente la parrocchia. Era molto legata al parroco Alcide Pecorari, morto l’anno scorso, e al diacono Pierangelo Roncalli. Aveva, però, le sue idee, e non aveva esitato a rivolgere all’attuale parroco, don Maurizio, delle critiche per un’omelia che non le era piaciuta». La parrocchia, da parte sua, ha ricordato Rebecca con una messa celebrata il 12 ottobre, il giorno in cui la ragazza avrebbe compiuto 19 anni.

Ma è stato soprattutto il mondo del rugby ad impegnarsi per commemorare nel modo migliore questa promessa sportiva immaturamente stroncata.

«Durante la finale della coppa Italia Seven femminile – riferisce Giuliano Braglia – che è stata giocata a Calvisano, in provincia di Brescia, una targa con il nome di Rebecca è stata consegnata alle vincitrici. La stessa federazione nazionale ha in programma un’importante iniziativa per ricordare mia figlia. Da parte nostra abbiamo chiesto alla federazione di impegnarsi per la piena applicazione delle norme volte a prevenire gli incidenti sui campi di gioco. Quello capitato a Rebecca è senza precedenti. Noi genitori sosteniamo una onlus di Colorno, Sostegno ovale, che fa giocare ragazzi con problemi neurologici e reclusi nelle carceri». –



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