Gazzetta di Reggio

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allarme alle officine 

Ritrovate due bombe alle ex Reggiane Artificieri sul posto, evacuata tutta l’area

Ambra Prati

Gli ordigni sono emersi durante gli scavi per il cantiere al capannone 17 e risalgono alla seconda guerra mondiale

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REGGIO EMILIA

Il ritrovamento di due ordigni bellici, due pezzi di artiglieria risalenti alla seconde guerra mondiale, ha paralizzato ieri i cantieri in corso alle ex Reggiane e l’attività del Tecnopolo, evacuato con tutto il personale che si trovava all’interno insieme ai dipendenti della Ask Industries: circa 150 i lavoratori allontanati all’ora di pranzo e rimandati a casa per l’intera giornata.



L’allarme è scattato verso mezzogiorno. Il ritrovamento è stato fatto da uno degli operai che stava scavando, con una ruspa, accanto alla recinzione del cantiere che divide il capannone 17 dai capannoni 18 e 19. Nel primo si trovavano una quindicina di operai, suddivisi tra le impalcature allestite sulla facciata dell’immobile, la ruspa a pochi metri e il lato sinistro, dove altri operai stavano scaricando materiale da un furgoncino.

L’addetto alla guida del piccolo escavatore, avvertendo un rumore metallico mentre stava scavando, è sceso a verificare, ha visto quelle che parevano delle bombe e ha lanciato l’allarme.

Subito sul posto si sono recate una pattuglia della Municipale, due Volanti e due addetti del Comune di Reggio Emilia: Paolo Lugli, della Protezione civile comunale, e un geologo. «Si tratta di due residuati bellici. Qui sono venute alla luce diverse bombe inesplose – ha spiegato Lugli – in questo caso non dovrebbe esserci pericolo, perché i pezzi di artiglieria non hanno inserita la spoletta e quindi sono inattivi, in assenza di sollecitazioni».

Tuttavia, per motivi precauzionali, la questura ha disposto l’evacuazione del Tecnolopo nonché del capannone 19, dove da pochi giorni si è insediata la ditta Ask Industries, l’area circostante è stata delimitata e sono intervenuti gli artificieri. Alle 13, a zona già deserta, è arrivata una jeep con una squadra di tre agenti artificieri, più una donna della polizia scientifica: gli specialisti, armati di guanti e martello, si sono messi al lavoro, limitandosi a mettere in sicurezza l’area e a catalogare ed elencare le caratteristiche dei pezzi di artiglieria.

Alle 17.30 la buca è stata coperta da un telo verde e il primo intervento è terminato, in attesa degli artificieri dell’Esercito, che oggi dovrebbero intervenire sul posto per far brillare i residuati.



Non è certo il primo rinvenimento del genere. È vero che le ultime “sorprese” simili sono avvenute al Campovolo, nel cantiere per realizzare l’Arena: sono saltati fuori dei proiettili (un proiettile d’artiglieria da 100 millimetri di fabbricazione italiana e 28 piccoli proiettili sempre italiani da 20 millimetri) della seconda guerra mondiale, così come il 31 agosto scorso erano spuntate due bombe.

Tuttavia l’area delle ex Reggiane è sempre stata potenzialmente ricca di ordigni inesplosi, per motivi ovviamente storici: i capannoni motore dell’industria pesante erano l’obiettivo privilegiato dei bombardamenti a tappeto eseguiti durante il conflitto. —



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