Gazzetta di Reggio

Reggio

la protesta antifascista 

L’Anpi si mobilita contro il libro anti partigiani

Oggi alle 16 in via Farini in contemporanea alla presentazione del volume sulle «atrocità» della Resistenza

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reggio emilia

Sarà la sede dell’Anpi di Reggio Emilia, in via Farini, ad ospitare il presidio antifascista promosso per oggi alle 16 da Sinistra Italiana e Partito Comunista in occasione della presentazione del libro di Gianfranco Stella sulle «atrocità partigiane», prevista in contemporanea nel vicino hotel delle Notarie.

A renderlo noto è stata la stessa associazione, che non esclude di tutelarsi legalmente perché, in un capitolo del libro dedicato alla Resistenza di Reggio Emilia, Stella riporta di un comandante partigiano che «incassava centinaia di milioni che parzialmente versava alla sezione Anpi reggiana».

A questo proposito, l’Anpi ricorda che l’autore, per i suoi lavori, ha già subito due condanne per diffamazione e più in generale ribadisce che «la storia della lotta di Liberazione nella nostra provincia, e complessivamente nel nostro Paese, non può essere riscritta da Gianfranco Stella che va sostenendo la tesi secondo cui il movimento partigiano fu un mito e null’altro, che la Resistenza non fu determinante per le sorti della guerra e che il riscatto nazionale dal fascismo da parte dei partigiani combattenti fu solamente un falso storico».

Si tratta insomma di una «pericolosa e delirante azione» contro cui l’Anpi invita a mobilitarsi – aderendo al presidio – «tutte le forze democratiche e antifasciste reggiane che si riconoscono nella costituzione repubblicana, nei suoi valori e principi».

Un appello che ha già avuto le sue adesioni – dovrebbe partecipare anche il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, assieme a diversi esponenti politici – e che è stato preceduto da non poche iniziative in una città da sempre antifascista e che è stata insignita, grazie al sacrificio dei suoi 626 caduti nella lotta partigiana, della medaglia d’oro alla Resistenza.

Gli stessi organizzatori del corteo, infatti, hanno lanciato anche una campagna grafica con manifesti raffiguranti Benito Mussolini a testa in giù e la frase «noi qua siamo i benvenuti».

Non «andremo a marchiare nessun luogo, né li attaccheremo abusivamente – ha sottolineato il militante Cosimo Pederzoli – ma chiederemo ai responsabili delle strutture di appenderli a loro discrezione». —

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