«Non sto bene» e un infarto lo uccide mentre è al lavoro
La vittima è il responsabile della sicurezza alla Coem di Roteglia Umberto Chiesi. Inutili purtroppo le manovre di rianimazione effettuate dai colleghi e dai sanitari
CASTELLARANO. Una tragedia ieri pomeriggio si è consumata in quello che doveva essere l’ultimo giorno di lavoro della settimana, prodromo per un fine settimana da trascorrere a casa e comunque insieme alla famiglia. Purtroppo non sarà così per Umberto Chiesi, responsabile della sicurezza della ceramica Coem, che ieri, a soli 46 anni, proprio mentre era al lavoro è stato stroncato da un infarto fulminante che non gli ha lasciato alcuno scampo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30001340:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/muore-sul-lavoro-stroncato-da-un-infarto/104354/104846]]
Questo nonostante tutti gli immediati tentativi di soccorrerlo con la pratica delle manovre di rianimazione cardiopolmonare, effettuate nell’immediatezza dagli stessi colleghi di lavoro e, successivamente, proseguite dai soccorritori, arrivati a bordo dei mezzi inviati dal 118. Tra questi anche l’elisoccorso.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.17444685:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.17444685:1649796639/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Straziante il dolore dei parenti di Chiesi arrivati, in quegli stessi terribili minuti, davanti all’azienda. Mentre alla Coem il lavoro si è fermato e i dipendenti sono usciti assembrandosi davanti all’ingresso degli uffici da dove hanno assistito alle fasi dei soccorsi. Tutti in attesa di avere buone notizie, che, purtroppo, non sono mai arrivate. L’allarme è scattato all’incirca un’ora dopo la pausa pranzo.
Mancavano pochi minuti alle 16 quando alla centrale operativa del 118 è arrivata dall’azienda ceramica di Roteglia – in via Stradone Secchia si trova la sede amministrativa – la chiamata di aiuto da parte dei colleghi di Chiesi.
Pochi attimi prima, da quello che è stato riferito poi da chi ha assistito al malore, Umberto Chiesi aveva detto ai colleghi di non sentirsi bene e si era avviato verso il suo ufficio. Ma proprio a pochi passi dalla porta il 46enne non ha più retto ed è rovinato a terra.
Immediata la reazione dei colleghi a lui vicini. Lo hanno raggiunto e hanno intuito subito che la situazione era grave. Qualcuno ha cominciato a praticare le manovre salvavita di primo soccorso e la rianimazione cardiopolmonare, mentre altri hanno dato l’allarme al 118.
La centrale operativa unificata del 118 a Parma, dopo un rapido scambio di informazioni con i colleghi che stavano assistendo Chiesi, ha attivato l’intervento dell’ambulanza e dell’automedica. Il primo mezzo è arrivato in pochissimi minuti da Castellarano. L’automedica è partita subito dopo da Scandiano.
Ma le notizie della situazione clinica del paziente si sono evolute rapidamente in modo drammatico. E contestualmente all’automedica è stato attivato anche l’elisoccorso decollato da Parma.
Il mezzo è arrivato a sorvolare Roteglia pochi minuti dopo che i colleghi del 46enne avevano ceduto il posto ai sanitari per la procedura di rianimazione. Manovre poi proseguite a lungo, nel disperato tentativo di riprendere il battito cardiaco del paziente e di strappare Chiesi alla morte.
Purtroppo tutti i tentativi messi in campo non sono, alla fine, serviti. Agli operatori sanitari non è rimasto altro che constatare il decesso, mentre in via Stradone Secchia erano già arrivati i carabinieri e i funzionari della Medicina sul lavoro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
