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Volantinaggio e flash mob Un no a Pillon

Volantinaggio e flash mob Un no a Pillon

Il comitato reggiano  scende in piazza e aderisce  alla mobilitazione nazionale per opporsi al disegno di legge del senatore leghista

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REGGIO EMILIA

Anche Reggio si attiva in occasione della mobilitazione nazionale contro le misure del disegno di legge del senatore leghista Pillon, sulla separazione e l’affido condiviso, prevista per oggi.

IL PROGRAMMA

La giornata inizia con un volantinaggio itinerante per le vie della città, con ritrovo in piazza Fontanesi alle 10. Oggi pomeriggio, a partire dalle 17, piazza Martiri del 7 Luglio sarà teatro di un’animata e determinata protesta: presidi informativi con distribuzione e condivisione di materiali e riflessioni aperta alla cittadinanza e, evento clou della giornata, flash mob creativo «per rappresentare i pericoli insiti nell’irricevibile disegno di legge».

«Anche nella nostra città – afferma il Comitato NoPillon Reggio Emilia – il totale e irrevocabile dissenso delle donne si riverserà nelle piazze e nelle vie cittadine dove, per ribadire il nostro secco “no” non soltanto al disegno legge della vergogna ma all’intero disegno di una società che si vorrebbe marchiare a fuoco con i segni del patriarcato e dell’autoritarismo, daremo vita a una giornata di informazione, comunicazione e lotta per e con la comunità cittadina».

PAROLA AL COMITATO

«Il Disegno di legge Pillon è una proposta intrisa di violenza, non emendabile e da respingere senza condizioni. Ne ricordiamo alcuni elementi di particolare pericolosità. Il tentativo di imporre un ordine sociale fondato sul contratto matrimoniale, sulla famiglia e sulle gerarchie sessuali; e di ristabilire l’autorità gerarchica maschile, attaccando direttamente l’autodeterminazione delle donne che tale autorità mettono in discussione».

Centrale la considerazione dei figli, «trattati – prosegue il comitato – come valigie trasportabili tra le case dei genitori, senza tenere in alcuna considerazione il loro benessere psicologico e il concreto rischio che diventino, sempre di più, armi da usare nella contesa tra i genitori». Secondo il comitato, questo disegno legge mostra «la volontà di usare la dipendenza economica come leva del comando patriarcale, ponendosi in continuità con le politiche del governo grillo-leghista, che fanno del “reddito di cittadinanza” uno strumento per obbligare al lavoro gratuito, abbassare i salari e irrigidire le gerarchie razziste della società». E inoltre evidenzia «la considerazione della violenza come un modo legittimo di garantire l’equilibrio familiare, in perfetta continuità con il Decreto Salvini, secondo cui gli stupri subiti dalle donne migranti durante il viaggio non sono più considerati ragione sufficiente per concedere un permesso di soggiorno».

Conclude il comitato: «Il ddl Pillon, in sostanza, è uno strumento violento di disciplinamento e di imposizione di ruoli e modelli relazionali univoci, che rivela l’intento, dichiarato peraltro dallo stesso senatore Pillon in occasione della presentazione del ddl, di svuotare di efficacia gli istituti della separazione e del divorzio, attraverso dispositivi di discriminazione economica e un’inaccettabile “normatività” della sfera affettiva che risponde a un modello culturale autoritario, sessista e discriminatorio».

VERSO IL 24 NOVEMBRE

«Per tutto questo oggi saremo in piazza con la rete dei Centri antiviolenza e con la forza globale delle donne, dei migranti, delle soggettività LGBTQI+ che rifiutano la violenza patriarcale e l’oppressione familiare e praticano la libertà sessuale e di movimento contro i ruoli e le gerarchie di genere. Una scintilla di insubordinazione accenderà un fuoco di rivolta, verso la manifestazione nazionale del 24 novembre a Roma e verso lo sciopero femminista globale dell’8 marzo». —

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