Gazzetta di Reggio

Reggio

Delrio, Iori, Rossi, Soncini e Manghi da Renzi  

A Salsomaggiore Terme cinque reggiani in cerca di un candidato per il Pd

E.SPA.

REGGIO EMILIA Italia 2030. Un titolo, un obiettivo o una data di scadenza? Di certo un’occasione per serrare le fila tra i renziani, che in vista del congresso si sono dati appuntamento al Teatro...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Italia 2030. Un titolo, un obiettivo o una data di scadenza? Di certo un’occasione per serrare le fila tra i renziani, che in vista del congresso si sono dati appuntamento al Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme, per la due giorni di convention organizzata dall’ex premier ed ex segretario Pd, Matteo Renzi. Cinque i reggiani: il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, insieme ai parlamentari Vanna Iori e Andrea Rossi. E poi: la vicepresidente dell’assemblea legislativa, Ottavia Soncini, la consigliera comunale e componente della segreteria provinciale, Maura Manghi.

Fedelissimi in cerca di un candidato, proprio nei giorni in cui a Reggio si è presentato alla città il comitato a favore del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, lanciando una sfida che nessuno ancora sembra aver raccolto. Nemmeno Minniti, assente all’appuntamento ed evocato da più parti. «Il mondo non inizia e finisce con il congresso del Pd – scandisce Renzi dal palco – Tutto quello che contribuisce a difendere il riformismo è benvenuto. A me non interessa sconfiggere Nicola Zingaretti, voglio sconfiggere la barbarie culturale. Prepariamoci a una battaglia lunga, anche nelle dinamiche interne del Pd».

I mal di pancia nell’area di certo non mancano. E le ferite del fuoco amico sono ancora tutte aperte. Come non mancano coloro che si sentono a un passo dal prendere armi e bagagli per salutare il partito, incartato su se stesso da lotte intestine ancora lontane dal placarsi. Un’ipotesi ventilata da Roberto Giachetti, ma respinta dai reggiani, che invece battono ancora il ferro come se fosse caldo, sposando la linea di Ettore Rosato e del «sentirsi ancora maggioranza fra gli iscritti». Nessun reggiano è salito sul palco. Era previsto l’intervento del solo Andrea Rossi, già responsabile organizzativo del Pd nazionale. Ha rinunciato – volontariamente – per ragioni di tempo, in modo da non far slittare la tabella di marcia che ha portato Renzi sul palco intorno a mezzogiorno.

Tempo e tempismo. Che in politica è una dote. «Il tempo di questa legislatura non sarà breve – aggiunge Renzi – Questi non vanno a elezioni neanche se li pagano. Abbiamo davanti una maratona difficile di quattro anni, ma questo tempo dimostrerà che la loro proposta si distruggerà». Resta da capire chi sarà disposto a correre. Un dettaglio di certo non di poco conto. —

E.SPA.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google